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Puntinate Corte Vs Medie

Discussione in 'Consigli & Test sui Materiali' iniziata da ManuelTT, 7 Gen 2022.

  1. ManuelTT

    ManuelTT Nuovo Utente

    Nome e Cognome:
    Manuel
    Qualifica Tecnico:
    Nessuna Qualifica
    Categoria Atleta:
    Fuori Quadro
    Mi piacerebbe avere un parere da chi usa le gomme in oggetto facendo un raffronto su i pro e contro e caratteristiche di un tipo rispetto all'altra e stile di gioco (block attivo/passivo, spinte e aperture su palla tagliata, topspin). In pratica quando usare una rispetto all'altra..
    Fermo restando di giocare vicino al tavolo, in modo prevalente sul rovescio, con telaio rigido.
    Grazie
     
  2. lupo alberto

    lupo alberto a tempo a tempo, chi sà sà e chi un sà su' danno

    per quel poco che vale la mia opinione:
    dipende

    - da media a media, ce ne sono di vicine a una lp (ricordo la kokutaku 110 ora non più prodotta, credo) e altre, globe 888, secondo me vicine a una corta non veloce

    - dai mm di gpiuma

    - dalla durezza della gpiuma

    io però per le medie sono rimasto a qualche anno fa
    infine
    se basi molto sul blocco meglio una media magari con gpiuma non max
    se pensi più a scambio e smash meglio una corta
     
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  3. Marvel64

    Marvel64 Utente stagionato

    Nome e Cognome:
    Maurizio P.
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    ASD GS CRAL Roma Tennis Tavolo
    Ciao Manuel, provo ad aggiungere i miei due cents a quanto già illustrato dall'ottimo lupo alberto, pur correndo il forte rischio di cadere nell'abusato e nell'ovvietà.

    Premettendo che la gomma ideale non esiste, è molto importante aver chiaro qual è il gesto tecnico di partenza del proprio rovescio e qual è lo scopo che si vuole perseguire.
    Se l'impostazione del rovescio è modellata da anni di uso con la liscia e si preferisce un gioco attivo al tavolo di scambio veloce, con la possibilità di aprire e bloccare agevolmente in modo attivo, conservando un minimo di taglio (pochino in verità, a meno di ricorrere alle ultime super-tensionate), conviene senz'altro orientarsi sulla puntinata corta.
    Bisogna essere però consapevoli che non si genererà disturbo, se non nello scambio secco e veloce (che l'avversario, se non è avvezzo al gioco di puntino, tende a mandare in rete dopo qualche colpo) a fronte di una buona precisione e velocità rispetto ad una liscia, rispetto alla quale si rinuncia alla possibilità di tagliare efficacemente e di gestire gli effetti allontanarsi dal tavolo (solo quelli davvero bravi possono prodursi in un efficace gioco lontano dal tavolo con la corta).
    Quindi: Puntino corto -> agevole transizione dalla liscia -> gioco attivo al tavolo

    Il discorso si complica invece con la puntinata media.
    Prima dell'avvento della pallina in plastica infatti le medie standard, che si collocavano più o meno nell'intorno della classica Friendship 563 (o della sua cugina più facile, la Dawei 388 C1) possedeva come caratteristiche distintive buon controllo e discreto disturbo (specie sulle palle spinte) mantenendo una qualche capacità di taglio e di tocco che, seppur a velocità certamente inferiori ad un classico puntino corto, consentivano un gioco più vario e imprevedibile.
    Di fatto vorrei sciogliere un equivoco: nelle intenzioni dei progettisti la media era soprattutto indirizzata ad un pubblico di buoni/ottimi giocatori che, padroneggiando egregiamente il rovescio, volevano avvalersi di uno strumento più poliedrico di una corta (limitata, come già detto, ad un uso attivo e abbastanza aggressivo al tavolo) anche per aprire la strada ad un più agevole uso del dritto, senza dover necessariamente fare il "passo giro" (per sopraggiunti limiti di età o atletici). Cioé spesso la puntinata media non serviva per fare direttamente il punto, ma per preparare la strada ad una più agevola chiusura di dritto.
    Purtroppo nel recente passato la puntinata media classica ha spesso costituito una sorta di "refugium peccatorum", ed è diventata appannaggio di giocatori medio-scarsi (quando non autentiche pippe) che a causa del suo discreto controllo e del disturbo indotto -a bassi livelli- anche da colpetti elementari, l'hanno promossa a proprio strumento di elezione, perché li aiutava a vincere facilmente partite in D3 (e addirittura anche nelle vecchie D2), pur se orrendamente utilizzata; spesso si vedevano infatti movimenti "a pennellessa", col piatto quasi perpendicolare al piano di gioco, dal basso in alto e piccoli aggiustamenti di chiusura col polso ed impropri utilizzi a "semimuretto" utili a generare sconcerto nell'inesperto toppatore, che si vedeva tornare palline con effetto sempre diverso, un pò per le caratteristiche intrinseche del puntino ma anche per l'estemporaneità dei colpi dovuti alla tecnica improvvisata del bloccatore.
    E' del tutto evidente che questo utilizzo, diciamo "non ottimale", della puntinata media ha spesso relegato la sua adozione nelle serie inferiori, anche perché per padroneggiarla al meglio servivano (e tuttora servono) qualità tecniche non proprio comuni.

    E qui arriviamo ai giorni nostri. Di fatto con le nuove palline, più grandi e più rigide, si è parecchio ridotto l'effetto "disturbante" prodotto dalla puntinata media restringendo notevolmente il suo campo di utilizzo; cioé, per spiegarmi meglio, la media resta ancora validissima (specie nelle sue più recenti incarnazioni, che hanno rivisitato sia la composizione del topsheet, che la tipologia dei piedini, che la densità della piuma) per l'utilizzo per cui è stata pensata, ovvero ottimi giocatori che utilizzano il rovescio per variare e destabilizzare il gioco avversario, preparando la strada ad una più comoda chiusura di dritto.
    Ma quelli che la utilizzavano come "scorciatoia" per facili successi nelle serie minori, hanno rapidamente cambiato strada dopo essere stati presi ripetutamente a "pallate" dagli stessi inesperti toppatori di prima, vista la notevole riduzione del "disturbo" di cui sopra.
    Quindi: Puntino medio -> per giocatori con buona mano e sensibilità -> gioco vario al tavolo
     
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  4. vg.

    vg. Utente Attivo

    Ciao Manuel. Aggiungo 1 cent....... scarso
    Gomme corte in uso/usate: moristo - victas 102 - Tuttle summer - adidas blazespinn (spessori da 2.00 a max)
    Gomme medie provate ma non in uso : Kokutaku 119 - Tuttle winter

    Non so quanto possa incidere effettivamente il telaio, comunque tutte le corte che uso (e che ho provato) sono tutte corte grippantissime; le adopero usufruendone l'ovvio maggiore controllo rispetto ad una liscia senza perdere molto in spin rispetto ad una liscia e la pallina dai blocchi esce come una fucilata.:)
    Gli esperimenti che ho fatto con le medie non rispecchiavano il tipo di gioco che piace fare a me, fatto di tutto quello che di strano cè nei tiri strani, snake, strawberry, side spin... e tirare da 3/4 metri.:approved:

    Direi che le medie le ho trovate piu difficili da interpretare, ne avevo la velleità di farlo, date le mie capacità. Le corte, specialmente le tensionate, le ho trovate molto performanti in tutte le fasi di gioco.

    ..... ho finito il cent.:birra:
     
  5. ManuelTT

    ManuelTT Nuovo Utente

    Nome e Cognome:
    Manuel
    Qualifica Tecnico:
    Nessuna Qualifica
    Categoria Atleta:
    Fuori Quadro
    Inanzitutto ringrazio per l'ottima esamina data sulle due tipologie.
    A questo punto sarei grato se poteste indicarmi quali sono i giusti gesti tecnici da fare con la media per sfruttarla al meglio adoperando una spugna di valore intermedio diciamo 1,5 mm.
    Con la corta che sto adoperando (Moristo sp) in pratica faccio gli stessi movimenti che facevo con la liscia.
     
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  6. Marvel64

    Marvel64 Utente stagionato

    Nome e Cognome:
    Maurizio P.
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    ASD GS CRAL Roma Tennis Tavolo
    Non è affatto strano: le moderne puntinate corte (di cui la Moristo SP è un eccellente epigono) sono state avvicinate moltissimo al comportamento delle gomme lisce, con un netto miglioramento di aggancio e reattività rispetto al passato.
    Le puntinate medie con piuma di spessore medio (1.5 mm appunto) risultano invece certamente più ostiche e comprensibilmente più tecniche. A differenza della corta (che consente una finestra di scelta più ampia, a causa del maggior grip) la palla dovrebbe essere impattata preferibilmente al culmine, in quasi tutti i colpi. Anche l'inclinazione del piatto si differenzia notevolmente: con la puntinata media si dovrebbe infatti privilegiare l'impatto pressoché piatto sia nello scambio che nel block, depurando il colpo dalla tentazione del topspin (che, nel caso della media, sottrae velocità ed effetto al colpo, regalando palle lente ed aggredibili all'avversario).
    Tieni presente che per acquisire sensibilità con la media serve tempo e pazienza, oltre che tecnica; è infatti necessario adattarsi alla sua variabilità di comportamento, che rappresenta (quando ben padroneggiata) il suo punto di forza, ma che può generare frustrazione e sconcerto nella fase di rodaggio
     
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  7. Tsunami!

    Tsunami! Moderatore mercatino Staff Member

    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    ASDTT tennistavolo Parabiago
    di fatto la corta è equiparabile ad una liscia con meno grip, i movimenti quindi sono pressoché gli stessi.
    per la corretta esecuzione del colpo con la media innanzitutto è importante la posizione del corpo, che deve essere di fronte e centrato rispetto a dove si deve impattare la pallina: la racchetta parte da centro petto, quindi si colpisce piatto con movimento del braccio che distendendosi porta la punta della racchetta nella direzione in cui si vuol far andare la palla.
    più difficile a spiegarsi che a farsi...la racchetta parte quindi da vicino allo sterno, in posizione che va da orizzontale a circa 45° (punta rivolta verso l'alto ovviamente), e termina col braccio disteso o quasi e la racchetta con la punta in avanti come se fosse un naturale prolungamento del braccio stesso.
    questo è quello che mi hanno insegnato un paio di allenatori che ho avuto in passato.
     
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  8. Milocco Ettore

    Milocco Ettore Utente Noto

    Nome e Cognome:
    Ettore Milocco
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    5a Cat.
    Squadra:
    TT FIUMICELO
    Mi sa che è proprio così...per il rovescio.....
    Ottimo!
    ...ma ciò vale anche per chi fa il "supertop(....one)"classico,aspettando per bene che la palla scenda,non parte egli forse con la racchetta da sotto le gambe,posizionandola lungo la continuazione immaginaria,verticale bassa dello sterno,per risalire a trottola e poi grosso modo in avanti a chiudere,come un ipotetico arco'?E come fa?forse è ancora piu facile e agevole il rovescio(...ne) in top,perchè usufruisce di maggior spazio globale entro cui azionare le proprie leve,rispetto al colpo sopracitato,sicuramente a spinta complessiva maggiore,ovviamente difficoltà di piegarsi a parte. Comunque il problema maggiore per entrambi i colpi sta proprio nel "termina(re) col braccio disteso o quasi e la racchetta con la punta in avanti come se fosse un naturale prolungamento del braccio stesso(citato)....[va beh,poi ci sarà sempre qualcuno che fa il top di rovescio con racchetta a salire come muretto in verticale,ma visti i risultati trascurabili,soprassediamo quel modo lì].Ancor più difficile farlo in mancanza o in ristrettezza via via crescente di spazio,perchè normalmente il braccio racchetta,partito il colpo,tende a deviare verso destra (per i destrorsi),con palla a uscire ben di lato.C'è soluzione per ovviare all'inconveniente?Tipo girarsi inizialmente più di lato,far affidamento sulla tipicità o caratteristiche di telai e gomme che trattengano e correggano la corsa della pallina,colpire se possibile sempre in anticipo per ridurre la gittata e quindi abbrevviare la traiettoria della sfera,ma il tutto a scapito di una ricorsa affannosa ad un gioco sempre meno preciso e sicuramente non adatto a prendere l'iniziativa.Poco male,dirà qualcuno....cui interessa solo rimandare una palla in più di là.
    Eppure i grandi e medi giocatori dotati di ottimo rovescio,indistintamente dalle gomme impiegate,
    riescono a stendere per bene il braccio in avanti,con significativo aumento di velocità e precisione, come descritto dai valenti e sapienti allenatori di Tsunami,senza tentennamenti e senza deviare il colpo all'esterno.Ma come si fa? forse è il caso che rivalutiamo il comportamento di dita e l'azione del polso,mai così necessari come in questo caso,diciamo la verità un po'negletti o ancor poco considerati nella didattica del nostro tennis tavolo italico.Vi va di parlarne?ovviamente dopo aver visualizzato come fanno i vari campioni sulla scena del miglior tennis tavolo europeo o mondiale.Siano essi di gomma puntinata,o liscia.Se a qualcuno interessa,previo osservazione attenta dei propri beniamini dotati di eccellente rovescio,provi a descrivere qui comportamento di dita e polso,si potrà arrivare ad un esecuzione pulita ,senza bisogno di correzione da parte di gomme varie e senza sbandamenti di braccio che va per le sue.
    ettore
     
  9. ManuelTT

    ManuelTT Nuovo Utente

    Nome e Cognome:
    Manuel
    Qualifica Tecnico:
    Nessuna Qualifica
    Categoria Atleta:
    Fuori Quadro
    Ad esempio una lacuna che ho è di non riuscire a stendere bene il braccio di rovescio. O meglio in palleggio di allenamento riesco decentemente ma se devo forzare per chiudere il punto mi esce solo un movimento di polso con lieve avanzamento del braccio e accade che la pallina vada in rete
     
  10. Milocco Ettore

    Milocco Ettore Utente Noto

    Nome e Cognome:
    Ettore Milocco
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    TT FIUMICELO
    Perfetto!Sentiamo ora anche altri,se vogliono intervenire,previo ovviamente un minimo di osservazione su chi con tale colpo ottiene i migliori risultati.Poi facciamo la sintesi.A parer mio trattasi sempre di limitata conoscenza delle immense capacità e mobilità di mano,polso e braccio(..a!)Meglio uscire dalla propria palestra e confrontare con esempi noti un po' a tutti,evitare pertanto espressioni tipo"Cosa?Quell'antipaticone moccioso di Boll fa così?e chi se ne fr..importa,noi facciamo a modo nostro".E si ritorna punto a capo del problema,osserviamo invece e confrontiamo,metodo sicuro per fare meglio.
    ettore
    --- Messaggio Unito Automaticamente, 19 Gen 2022 alle 11:15, Data originale: 13 Gen 2022 alle 14:20 ---
    ...gesti tecnici....
    "Ad esempio una lacuna che ho è di non riuscire a stendere bene il braccio di rovescio. O meglio in palleggio di allenamento riesco decentemente ma se devo forzare per chiudere il punto mi esce solo un movimento di polso con lieve avanzamento del braccio e accade che la pallina vada in rete"
    (citato Manuel TT)

    E’ questo un argomento che,apparentemente, non desta molto interesse presso i followers di questo Forum.Non almeno nello specifico,ma perché?
    a)Evidentemente tutti sono in possesso di un ottimo braccio o manina,per cui…
    b)può anche darsi che l’argomento venga volutamente o inconsciamente lasciato sotto traccia e questo fa il gioco di chi vende e consiglia in modo compulsivo sempre nuove racchette con minimali differenze di spessore e consistenza di materiali impiegati per supplire alla mancanza di controllo o a una mano del tutto insensibile,quasi di marmo costantemente alla ricerca assillante di gomme e telai per sopperire a tale impaccio..
    c)S’inizia a giocare o a fare agonismo ad una certa età,quando certi
    movimenti sono ormai formalmente acquisiti e consolidati,difficilmente poi si riesce a modificarli secondo modalità che appaiono via via più attuali e convenienti....
    d)ecco l'importanza di iniziare da giovani,stante il fatto che a quell'età l'apparato muscolare è più elastico e malleabile,capace di adattarsi a modalità di un gioco che si fa sempre e sorprendentemente più vario e veloce.Spesso per iniziare con l'assillo di accelerare il raggiungimento dei primi risultati si ricorre subito alla pratica di ripetuti scambi accelerati,con mano ferma,chiusa e rattapita sul manico,che garantisce sì maggior velocità,ma troppo presto e a scapito della vera e necessaria sensibilità della mano e tutto l'arto complessivo,che va a inficiare o ridurre di molto la capacità di variare il gioco soprattutto sul tavolo,difesa,all-round o attacco che sia...
    Ovverossia,tradotto, si passa subito al tennis tavolo prestazionale,senza possibilità di accumulare per passi lenti e progressivi la necessaria esperienza motoria del buon ping-pong gioco giocato,con mano più sciolta e libera che tornerà preziosa per effettuare migliori battute al servizio,risposte a tocco vario e delicatezza d'impatto,ma anche scambi ritardati,l'anticamera dei top veri.
    e) chi dovrebbe insegnare semplicemente non vi presta la necessaria attenzione,lasciando a ciascuno una personale, autonoma e libera interpretazione gestuale,il più delle volte precoce e unilaterale,come unica possibile,ma difficilmente modificabile nel tempo,soprattutto alla luce e tenendo conto di chi lo fa meglio…
    e)S’è sempre fatto così...,allora perché cambiare?

    E veniamo al punto.Detto che la mano è una parte del corpo,con cui (ci) si muove assieme,possibilmente in sintonia, e non l’unica protuberanza da mandare avanti con tutto il resto fermo e immobile, andiamo a visualizzare il motivo per cui "non si riesce a stendere bene il braccio di rovescio”,soprattutto quando si cerca di:” forzare(?) per chiudere il punto mi esce solo un movimento di polso con lieve avanzamento del braccio e accade che la pallina vada in rete”.

    E già qui,....ma perché si parla di “forzare”?che implica appunto un impiego di forze fisiche e psichiche superiore al normale?riferito in questo caso a una contrazione di tendini e muscoli portata all’eccesso, spesso non necessaria,tale da inficiare e complicare il naturale movimento, che si fa via via sempre più lento e pesante,al posto della ricercata accelerazione con i risultati scarsi che sappiamo?e allora cosa facciamo, cambiamo racchetta un altra volta?Invece per effettuare un colpo veramente attivo,con progressione effettiva di velocità ci si dovrebbe concentrare su questi punti:

    *)ampliare,nello spazio a disposizione, il movimento tutto;
    *)ciò è possibile farlo se riusciamo a pensare ogni movimento in chiave circolare e rotatoria,al posto di quello lineare dietro-avanti finora eseguito,
    *)coinvolgimento di entrambe le mani e quindi dei potenti muscoli bracciali.Ma come fare?

    Prima di farne un trattato,poi chissà se interessa realmente,mi limito a dare un paio di consigli di prima mano(è il caso di dirlo!) al richiedente:
    1)per allungare il braccio bisogna inizialmente ammorbidire la presa delle dita.Perchè?Presto detto,se tieni contratta la mano sulla racchetta,anche la muscolatura tutta è contratta,cioè svolge troppo prematuramente il proprio compito,ma altrettanto prematuramente esaurisce la sua funzione e poi rallenta,dove invece servirebbe mantenere un ulteriore riserva di" accelerazione",per un tempo più lungo, anche centesimi di secondo col braccio sollevato si rivelano preziosi,se c'è ancora un po' di carica...
    2)Come si fa?bisogna concentrarsi su:"La presa della mano". Non ho detto che si deve tenere la racchetta così,piuttosto di colà.Facciamo però attenzione alla presa,dove il dito pollice si contrappone alle altre dita ed esercita una pressione per mantenere un oggetto,ad esempio la racchetta,o per spingere il braccio in avanti,in alto o in tutte le direzioni..Tale pressione può essere modulata,da un minimo ad un massimo,passando progressivamente da uno stato più rilassato ad un altro più fermo e deciso.
    Esempio?senza racchetta sospingi un braccio avanti,parallelo al terreno e dopo perpendicolare in alto.Lentamente,a pugno chiuso o a mano aperta.Osserva la posizione del dito pollice,che fa?Osserva bene:sta sempre fermo,oppure partecipa attivamente?Non hai colto ancora la differenza?Prova a sospingere il braccio verso il basso,come si comporta il pollice,rispetto a prima?
    Puoi rifare i tre movimenti anche con un oggetto in mano,tazza,bicchiere o racchetta va bene tutto.
    Diciamo subito una cosa che si rivela fondamentale per il nostro uso e intenzione di migliorare il gesto al tavolo.Se parti con il pollice tenuto inizialmente duro,tutto il movimento(...i) seguente si fa difficile,se non impossibile.
    Per allentare e rendere più sciolta la presa iniziale,prima di effettuare il colpo,sincerarsi che il muscoletto alla base del pollice sia tenuto leggero e morbido e grazie a ciò si possano giovare tutte le dita e il polso per i compiti specifici cui sono chiamati ad esercitare.Personalmente accarezzo nascostamente tale parte muscolare con l'anulare della stessa mano,capisco all'istante se troppo tesa,non serve,andrò ad allentare e a sciogliere quel tanto che basta.
    E qui mi fermo.Per una riflessione comune e se qualcuno vuol descrivere comportamento,utilità o anche disfunzione su quanto accennato,anche punti di vista diversi,la discussione potrà continuare.
    ettore
     
  11. Tsunami!

    Tsunami! Moderatore mercatino Staff Member

    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    ASDTT tennistavolo Parabiago
    Grazie di cuore Ettore.
     
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