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Noi pongisti siamo autoreferenziali?

Discussione in 'Chiacchiere sul Tennis Tavolo' iniziata da Paolo Antonucci, 11 Ago 2026.

  1. Paolo Antonucci

    Paolo Antonucci Nuovo Utente

    Nome e Cognome:
    Paolo Antonucci
    Qualifica Tecnico:
    Nessuna Qualifica
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    Az XIII Dragoni
    Domanda volutamente provocatoria.

    Ho l'impressione che noi pongisti siamo bravissimi a parlare di tennistavolo… con altri pongisti.

    Materiali, gomme, telai, classifiche, campionati, tornei, tecnica, federazione: abbiamo un mondo enorme di cui discutere, ma quasi sempre restiamo dentro lo stesso recinto.

    Eppure fuori da quel recinto ci sono tantissime persone che una racchetta l'hanno presa in mano almeno una volta, magari al mare, al parco, in oratorio, in ufficio, e si sono pure divertite. Ma spesso non sanno neanche che dietro quel “ping pong” esiste un vero sport.

    Da un po' di tempo mi sto facendo questa domanda, anche per un piccolo progetto personale:

    come facciamo a far conoscere e appassionare al tennistavolo chi oggi è completamente fuori dal nostro giro?

    È un problema di comunicazione? Dell'immagine che diamo all'esterno? Della difficoltà a entrare nelle società? Dei media che praticamente ci ignorano?

    Oppure siamo anche noi che, senza rendercene conto, raccontiamo il tennistavolo in un linguaggio comprensibile soprattutto a chi lo conosce già?

    Mi piacerebbe sentire soprattutto le vostre esperienze: avete mai convinto qualcuno che non conosceva questo mondo a entrare in palestra? E cosa ha funzionato?
     
  2. ricsco

    ricsco Utente Noto

    Nome e Cognome:
    Riccardo
    Qualifica Tecnico:
    Tecnico di Base FITeT
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Ciao, Paolo, complimenti per la domanda ben posta e la volontà di provarci anche tu.
    Ti rispondo in modo autorefenziale (!) citando un mio post sul blog di qualche tempo fa:
    Un esempio di promozione del tennistavolo a Torino ~ APPUNTI DI TENNISTAVOLO DEL TECNICO RICCARDO

    Per fare entrare in palestra nuove persone e farle appassionare, dobbiamo noi, giocatori, amatori, agonisti, tecnici USCIRE dalle NOSTRE PALESTRE e ANDARE verso le persone, come nell'esempio citato sopra.

    PARTECIPAZIONE ATTIVA, fare da ESEMPIO, COINVOLGERE con pazienza, SPIEGARE con parole semplici, DIFFONDERE, sono esattamente le cose che mi sono dato come obiettivo e che hanno funzionato in questi anni con discreto successo. Si parte sempre dalle piccole cose per poi diventare più grandi.

    In bocca al lupo e mi raccomando, non mollare alle prime difficoltà.
    Buon TT.
    Ric.
     
  3. LuigiG

    LuigiG Utente

    Nome e Cognome:
    Luigi Grande
    Qualifica Tecnico:
    Nessuna Qualifica
    Categoria Atleta:
    Non Tesserato
    Ciao Paolo, ottimo quesito.
    Mi sono accorto negli anni, che in parecchi non conoscono neppure l'esistenza del nostro sport, delle associazioni sportive, delle palestre ove ci si allena.
    Occorre, come dici tu, uscire dalle palestre, andare nelle scuole, presentarsi con tavoli all'aperto negli eventi cittadini (fiere o feste patronali), diffondere le nostre attività.
    Occorre anche che le ASD, inventano in tutto ciò con denaro e risorse umane e non lascino alla libera iniziativa di pochi volontari.
    Spesso le ASD son più ricche di quanto si possa pensare e i denari preferiscono tenerli fermi su un c/c.
     
  4. Paolo Antonucci

    Paolo Antonucci Nuovo Utente

    Nome e Cognome:
    Paolo Antonucci
    Qualifica Tecnico:
    Nessuna Qualifica
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    Az XIII Dragoni
    Ciao Riccardo, grazie, era esattamente il tipo di esperienza concreta che speravo venisse fuori dalla discussione.
    La cosa che trovo particolarmente interessante nel tuo racconto è quel dato dei circa 50 contatti ottenuti semplicemente andando nei parchi. In qualche modo conferma proprio il dubbio da cui partivo: forse non è tanto che il tennistavolo non interessi, quanto che noi aspettiamo troppo spesso che siano gli altri a venire da noi.

    Mi piace molto anche il concetto di uscire fisicamente dalle palestre. Un tavolo in un parco abbatte immediatamente quella soglia che invece può avere una società sportiva per chi non conosce questo ambiente.

    Ti faccio una domanda, visto che hai avuto modo di verificarlo sul campo: tra quelle persone che avete coinvolto, hai notato se c'era una tipologia particolare che poi più facilmente faceva il passo successivo ed entrava davvero in palestra? Giovani, adulti, famiglie, persone che già giocavano per conto loro?

    Perché secondo me capire chi riusciamo a intercettare più facilmente fuori dal nostro mondo potrebbe essere già una parte della risposta.
    --- Messaggio Unito Automaticamente, 12 Ago 2026, Data originale: 12 Ago 2026 ---
    Grazie Luigi, e mi sembra che il tuo intervento si colleghi molto bene anche a quello di Riccardo.

    Mi state facendo pensare che forse una prima risposta alla domanda iniziale ce l'abbiamo già: uscire dalle palestre funziona. Riccardo porta addirittura un'esperienza concreta con una cinquantina di contatti raccolti nei parchi; tu aggiungi scuole, feste cittadine, eventi e soprattutto un punto che trovo importante: non può essere sempre lasciato tutto all'iniziativa del singolo volontario.

    E allora forse la domanda successiva diventa ancora più interessante: se sappiamo che queste iniziative funzionano, perché tante società continuano a investire quasi tutto sull'attività di chi è già dentro e così poco nel cercare chi è fuori?

    Mancanza di tempo e persone? Mentalità? Paura di spendere senza un ritorno immediato? Oppure semplicemente siamo talmente concentrati sull'attività agonistica da considerare la promozione qualcosa di secondario?
     
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  5. LuigiG

    LuigiG Utente

    Nome e Cognome:
    Luigi Grande
    Qualifica Tecnico:
    Nessuna Qualifica
    Categoria Atleta:
    Non Tesserato
    Ciao Paolo, ti ringrazio per il tuo pensiero che vedo essere identico anche al mio e di Riccardo.
    Io alleno da un paio d'anni le "nuove leve", vedo che le ASD puntano però, più sugli agonisti già in terza / quarta categoria, magari a campionati di C (1 - 2 - 3) che ad altri inferiori.
    I presidenti e dirigenti, pare siano anche infastiditi del tempo che si dedica alle giovanili, vogliono i risultati immediati ed allora puntano all'esito sicuro.
    Secondo il mio pensiero, di questo passo, a parte qualche sussulto di società sportive uniche (in provincia di Milano una eccellenza e Milano Table Tennis Academy), le altre son poco più di oratori.
     
  6. ggreco

    ggreco Arrotatore di dx, picchiabloccatore di rx.

    Nome e Cognome:
    Giovanni Greco
    Categoria Atleta:
    4a Cat.
    Squadra:
    CUS Torino
    Io aggiungerei usciamo dalle palestre ma anche filmiamo ciò che facciamo e condividiamolo sulle piattaforme di internet.
    Se ci vergognamo di quello che facciamo o semplicemente se non abbiamo voglia di far vedere ciò che facciamo, come facciamo a fare proseliti?
     
  7. Paolo Antonucci

    Paolo Antonucci Nuovo Utente

    Nome e Cognome:
    Paolo Antonucci
    Qualifica Tecnico:
    Nessuna Qualifica
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    Az XIII Dragoni
    Grazie per l'idea Giovanni, io lo darei per scontato ma per molti in effetti non lo è.
    In realtà mi sta venendo un dubbio tremendo (pilotato da alcuni discorsi fatti in palestra e con amici pongisti. Supponendo che chi debba spingere sul "neofita" dovrebbe essere chi gioca da più anni, perché conosce ambienti e modalità sportive varie...non è che ci si scorda di divertirci? Per farla "secca": quando una persona che conosciamo torna in palestra dopo un torneo (non dico campionato...) cosa gli chiediamo? "Ti sei divertito" oppure "Quanto sei andato avanti?" Non vorrei che andare avanti con l'esperienza significasse diventare eccessivamente focalizzati sui risultati e magari perdiamo di vista il motivo per il quale avevamo iniziato: quel divertimento che dovremmo trasmettere a chi non conosce il nostro mondo.
    Scusate, forse è solo un mio trip mentale...
     
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  8. ricsco

    ricsco Utente Noto

    Nome e Cognome:
    Riccardo
    Qualifica Tecnico:
    Tecnico di Base FITeT
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    All'incirca un terzo delle persone coinvolte nei parchi, tutte le tipologie (giovani minori, i genitori, giovani fino ai trenta anni, amatori di mezza età) sono stati incuriositi e hanno fatto delle prove in palestra e preso lezioni. Solo poi una decina su 50 contatti si sono iscritti (persone di mezza età ma con buona forma fisica e alcuni giovani), ma comunque secondo me un ottimo successo. Alcuni di loro poi hanno fatto il salto all'agonismo (tra i 30-50 anni e due minori, questi ultimi poi però non hanno continuato dopo un anno di agonismo), veramente pochi circa cinque in tutto, ma comunque bene. E questo con l'unica attività descritta.

    Sarebbe interessante proporre la stessa iniziativa di divulgazione nelle comunità per anziani centri di incontro zonali, poichè al parco, forse per timidezza o altro di persone oltre i 65 non siamo riusciti a coinvolgerne nessuna nelle attività di follow-up successive. E' un peccato perché il bacino di utenza sarebbe molto ampio e sappiamo bene che per gli anziani il ping pong fa benissimo. Me lo ero appuntato come iniziativa da proporre, ma purtroppo il poco tempo libero che mi rimane non me lo consente.

    Altra cosa importante è fare richiesta di inserirsi su Google Maps, perchè dà molta visibilità e grazie a questo le persone di zona hanno iniziato a conoscerci. La procedura di iscrizione è un po' complessa, ma ne vale la pena. Chiedete ai soci di fare la recensione su Google maps e mettere dei commenti e foto sulle attività svolte.

    Anche mettere dei semplici cartelli fuori dalla palestra aiuta. Noi abbiamo messo quello della scuola di Tennistavolo che la Fitet ci ha consegnato dopo esserci stati accreditati.

    PEr quel che riguarda la tua obiezione sull'inerzia dei presidenti. Io penso che questo sia veramente un punto fondamentale. In realtà ogni statuto (ogni iscritto dovrebbe chiederlo e leggerselo almeno una volta) delle associazioni ASD TT prevede ed invita a diffondere il TT, ma non c'è scritto esplicitamente di uscire dalle palestre. Lì dipende tutto dalla buona volontà dei soci (ne basta anche uno solo volenteroso) e dal presidente di appoggiare le iniziative esterne. Bisogna sacrificare un po' del proprio tempo libero e investire qualche "soldino", vincere la pigrizia e inerzia... E poi un minimo di organizzazione. Non tutti i presidenti hanno voglia e tempo di "sbattersi", ma comunque se alcuni soci propongono iniziative, come ho fatto io, di solito qualcosa di buono ne esce.

    Altro punto dolente è il follow up dopo l'iniziativa "racchette in classe" delle scuole elementari. Ho contattato personalmente il professore di educazione fisica delle suole medie, successive alla classe dei ragazzini a cui avevo insegnato per fare in modo di far continuare l'attività agli alunni più promettenti e mi è stato esplicitamente risposto che altre federazioni sportive diverse dal TT sono molto attive a spingere i più bravi verso altre discipline e che avrebbe avuto incentivi ad indirizzarli lì piuttosto che al TT.
    A quel punto mi sono fermato perchè sinceramente non ho voglia di fare il Don Chisciotte.
    Quindi se qualcosa bisogna fare veramente bene è lavorare sulla Scuola media inferiore e superiore per creare quel circolo virtuoso che potrebbe fare bene al nostro sport e far scoprire dei campioni tipo i fratelli Le Brun, chissà.

    Sarebbe anche utile che la FITET utilizzasse il canale RAI SPORT e non solo YT per fare vedere gli incontri di cartello di A1, ma non solo, vedrei bene anche alcuni incontri di serie D e C commentati bene e replay efficaci (e questo non è un dettaglio da poco, perchè se no gli spettatori non capiscono essendo il TT uno sport velocissimo), perchè magari molti vedendo in TV dei cinquantenni sovrappeso che si divertono e competono, scatta l'istinto di emulazione o quantomeno la voglia di provarci:
    -" Il dottore mi ha detto di fare moto, e se ce la può fare quel panzone, posso farcela anche io!"
    -"Bella quella ragazza in gonnella, gioca proprio bene, non sapevo che anche le femmine giocano al TT",
    -"Mamma, quella ragazza ha le unghie lunghe e laccate come me, quindi posso giocare anche io al TT senza tagliarmele, non come quelle amiche magrissime della pallavolo che hanno le mani rovinate e che per giunta hanno sempre le ginocchia doloranti",
    ecc... ecc...
     
    Ultima modifica: 13 Ago 2026
  9. Paolo Antonucci

    Paolo Antonucci Nuovo Utente

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    Paolo Antonucci
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    Squadra:
    Az XIII Dragoni
    Buongiorno Riccardo,
    guarda quello che hai scritto è veramente utile e mi ritrovo in tante circostanze. Io sono presidente di una ASD a Roma, siamo pochi soci (15, anche se storici, siamo presenti da 30 anni) e abbiamo una trentina di "esterni" che si abbonano o vengono a giocare di tanto in tanto. Nel mio caso la situazione è l'inverso di quella che descrivi tu, ovvero io mi sbatto molto ma non sono aiutato per niente. Addirittura quest'anno ho lanciato un corso ragazzi (direi bambini/neofiti) e percepivo il fastidio che creavo negli altri occupando un tavolo o due su sei totali per un paio di ore e per aver imposto il divieto di parolaccia ad alta voce. Con questo non voglio dire che io sia il fenomeno della divulgazione rispetto agli altri, ma che purtroppo nelle asd ci sono poche persone che tengono a divulgare e molte a farsi le loro partitelle e tutto finisce lì...
    Mi fanno anche sorridere le tue frasi riportate alla fine, io ho 52 anni e sono abbastanza sovrappeso, quando alleno i ragazzini o comunque i giovani e non mi si piegano neanche a pagarli, gli dico sempre: "Se lo può fare un boomer ciccione come me, lo puoi fare anche tu!" E lo sai che ti dico? Funziona! Almeno per le prime 5 palle...
    Come dicevo in altre risposte, mi sta venendo il timore che molti che giocano da qualche anno iniziano a perdere il gusto del divertimento a favore della ricerca del miglioramento tecnico, dove non c'è nulla di male, ammenoché questo non comporti un isolamento sociale, quindi minor entusiasmo, menefreghismo della divulgazione!
    Buona giornata
    Paolo
     
  10. Giorno

    Giorno Amministratore Staff Member

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    Li trovi in firma
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    EverPing ASD
    Penso che questo succeda in molte palestre dove la società sportiva non è abbastanza strutturata, ovvero è nello stadio "gruppo di amici" ed in pochi o solo uno vuole farla evolvere in qualcosa di più organizzato e questo cambiamento infastidisce gli abitudinari.
     
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  11. Paolo Antonucci

    Paolo Antonucci Nuovo Utente

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    Paolo Antonucci
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    Az XIII Dragoni
    Nel mio caso hai perfettamente ragione. Però l'ASD di Riccardo, che sembra essere molto più strutturata della mia, pare manifestare in parte lo stesso problema.

    Ed è proprio questo che sto cercando di capire: non è che il pongista medio, inteso come individuo e non come componente di una ASD, sia poco predisposto a cercare di far appassionare persone che non sono già dentro il mondo del tennistavolo?

    Perché se così fosse, il problema sarebbe ancora più a monte dell'organizzazione delle società.
     
  12. Giorno

    Giorno Amministratore Staff Member

    Nome e Cognome:
    Li trovi in firma
    Categoria Atleta:
    4a Cat.
    Squadra:
    EverPing ASD
    Secondo me è così più o meno per tutti gli ambiti sia sportivi che non, non solo nel tt.

    Molti vogliono solo fare l'attività (nel nostro caso tennistavolo) perchè serve poco sforzo, basta pagare la quota e pretendi di giocare => soddisfazione immediata
    In pochi vogliono sviluppare e far crescere il movimento sia localmente sia in maniera più ampia perchè serve un impegno molto meno gratificante (e sicuro) nell'immediato e che implica anche sacrificare l'attività di gioco con quella di gestione.

    Di base penso sempre che nel nostro sport nello specifico siamo fortunati e allo stesso tempo sfortunati che si può giocare fino a 90 anni... perchè molti ad una certa età potrebbero passare alla "gestione" continua a voler giocare al 100% perchè si può.
     
  13. Paolo Antonucci

    Paolo Antonucci Nuovo Utente

    Nome e Cognome:
    Paolo Antonucci
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    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    Az XIII Dragoni
    Questa è un'osservazione interessante a cui sinceramente non avevo pensato: il fatto che si possa continuare a giocare praticamente per tutta la vita, che è uno dei grandi pregi del tennistavolo, può diventare paradossalmente anche un limite quando si tratta di trovare persone disposte a sacrificare tempo di gioco per far crescere il movimento.

    E hai ragione anche sul fatto che probabilmente non sia una caratteristica specifica del pongista.

    Forse allora non serve nemmeno pensare che tutti debbano diventare dirigenti o dedicare chissà quanto tempo alla divulgazione. Potrebbe bastare anche molto meno: portare una persona nuova in palestra, partecipare ogni tanto a un'iniziativa all'aperto, condividere quello che facciamo, dedicare un po' di tempo a un principiante.

    Alla fine, se queste piccole cose le facessero in tanti, forse peserebbero più del grande impegno di quei pochi che già si “sbattono”.
     
  14. ricsco

    ricsco Utente Noto

    Nome e Cognome:
    Riccardo
    Qualifica Tecnico:
    Tecnico di Base FITeT
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Allora, cerco di essere propositivo e pratico, poi tu deciderai se e come mettere in pratica questi consigli/suggerimenti.
    1) A chi tra i soci fa lo strafottente e dimostra poca sensibilità, ricordagli dei loro inizi e fagli pesare che se non c'era nessuno che lo coinvolgeva all'inizio dedicandogli tempo e pazienza, non sarebbe progredito, per cui come minimo invitalo a restituire parte delle cose imparate/disponibilità. Come incentivi potresti offrire una birra settimanale per chi si offre come sparring. Vedrai che poi lo faranno gratis perché si creerà un buon clima.
    2) Metti in bella vista in bacheca questo invito del punto 1), magari citando lo statuto della tua ASD e invitando i soci più esperti ad aiutare i novizi e i più giovani nella crescita personale e all'integrazione nel gruppo.
    3)Metti un invito in bacheca a collaborare per l'organizzazione di uno o due giornate di porte aperte nella tua palestra oppure ad un sabato e domenica di attività esterne promozionali ed esibizioni in un parco, torneo libero. Ai vincenti offri lezioni gratuite in palestra. Basta anche solo che uno solo dei soci ti dia una mano. Eventualmente proponi un rimborso spese ai soci che ti danno una mano.
    4) Preparati un discorso che illustri queste iniziative, e alla ripresa a settembre delle attività in palestra informa tutti i soci dei nuovi obiettivi

    Siccome sono sicuro che hai in società un cento/duecento euro da investire come eventi promozionali, potrebbero bastare per le iniziative 1)2)3). Io mi ero fatto tutto da solo e i soldi li avevo anticipati a suo tempo di tasca mia (compresa la realizzazione e stampa dei cartelli appositi necessari come ho descritto sul blog). Il tempo libero personale mio non l'ho conteggiato (ed ero un semplice socio, bada bene, non un presidente come te), ma la soddisfazione di aver divulgato e coinvolto altre persone alla fine mi ha compensato ben oltre le poche spese.

    Sono un'eccezione? Non credo, se c'è la passione c'è tutto. Sono sicuro che ci sono molti appassionati come me in giro: alcuni fanno da soli, altri vanno incentivati, altri hanno bisogno solo di un esempio da seguire.

    In bocca al lupo!
    Ric.
     
  15. Paolo Antonucci

    Paolo Antonucci Nuovo Utente

    Nome e Cognome:
    Paolo Antonucci
    Qualifica Tecnico:
    Nessuna Qualifica
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    Az XIII Dragoni
    Grazie Riccardo, davvero. Hai dato un sacco di spunti concreti e soprattutto basati su cose che hai sperimentato personalmente, quindi me li tengo stretti.
    Alcune delle iniziative che suggerisci sono sicuramente applicabili anche alla mia realtà e alla ripresa di settembre proverò a mettere qualcosa in pratica.

    E grazie anche per il tempo che hai dedicato alla discussione: era proprio il tipo di confronto che speravo nascesse quando l’ho aperta.

    Buon TT!
    Paolo
     
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