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La pagina di storia: TOMA REITER, UN “ONESTO LAVORATORE” DEL TENNISTAVOLO

Discussione in 'Chiacchiere sul Tennis Tavolo' iniziata da takashikon, 30 Apr 2020.

  1. takashikon

    takashikon Utente Noto

    Nome e Cognome:
    Fabio Colombo
    Categoria Atleta:
    4a Cat.
    Squadra:
    TT Varese/TT Lugano
    TOMA REITER, UN “ONESTO LAVORATORE” DEL TENNISTAVOLO

    Per essere grandi, a volte, non necessariamente occorre che si primeggi in qualche scienza, arte, sport o attività umana. E’ importante, ad esempio, considerare se, come, per quanto tempo e quanto di queste scienze, arti, sport, capacità ed altro convivano in una persona, nella sua testa e nei suoi muscoli, anche se poi non sempre emergono o non si concretizzano completamente. Ed è altrimenti interessante valutare i motivi che hanno impedito di primeggiare a uomini e donne dalle speciali ed evidentissime potenzialità.

    Mi piace quindi raccogliere intorno alla figura di un qualsiasi giocatore di tennistavolo, soprattutto di quelli che hanno dedicato anche molto tempo allo studio, il simbolo di chi alla vita e al gioco ha dato il suo massimo contributo e, sovente, non ha vinto o ha perduto, ottenendo molto meno di quanto avrebbe potuto meritare. E’ come, di conseguenza, se io dedicassi questo spazio a tutti i Reiter o gli Svoboda del mondo. Perché loro potrebbero essere stati come chiunque di noi.


    Nato nel 1928 a Timisoara da una famiglia ebrea benestante proprietaria di una grande farmacia, Toma Reiter cominciò a giocare a tennistavolo nel 1945 nella palestra della sua scuola, dove si allenavano gli atleti del Kadima Sports Club. Presto cominciò ad imporsi nelle gare juniores e nel 1947 vinse il campionato cittadino junior imponendosi l’anno successivo in quello senior. Si diplomò alla scuola secondaria israelita ed ebbe come compagni di classe Ezra Fleischer, filologo specializzato in poesia ebraica medioevale, il regista Georghe Turcu, gli scrittori e poeti Tamas Deak e Janosz Szasz ed il giornalista Erik Adler. Nell’estate 1948 si trasferì a Cluji per frequentare la facoltà di chimica della locale università continuando comunque l’attività sportiva. In quel periodo vinse due titoli nazionali a squadre, uno nel doppio maschile, insieme a T. Magyar, e la “Romanian cup”. Dopo il 1950 continuò gli studi a Bucarest e giocò per le società Constructorul e Spartac. Tra il 1950 ed il 1958 vinse parecchi titoli nazionali individuali: due nel singolare (1953 e 1955), sette in doppio maschile (con Otto Bottner. Tiberiu Harazstosi, T.Magyar e due volte con Matei Gantner e Farkas Paneth) ed uno in doppio misto (nel 1956 con Ella Zeller Constantinescu). . A squadre aggiunse ai due titoli vinti con la squadra di Cluji altri cinque con la compagine di Bucarest. Vinse la medaglia di bronzo in un torneo internazionale al Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti a Berlino nel 1951 e quella d’oro (nel doppio insieme a Gantner) a Varsavia nel 1955. Dopo aver conseguito la laurea es essere diventato ingegnere chimico smentì quelli che non ritenevano potesse diventare un bravo pongista e ricominciò ad allenarsi. I suoi progressi furono lenti, Toma non era stato baciato dal talento; lui era un giocatore serio, un arcigno difensore con la gomma spugna, “distruttore del gioco altrui”, che si allenava con costanza e con metodo e che, ad ogni incontro, era solito lottare con tutte le sue forze ad ogni punto.

    Partecipò a cinque edizioni dei campionati del mondo: 1953 (Bucaresti), 1954 (Londra), 1955 (Utrecht), 1956 (Tokyo) e 1957 (Stoccolma); venne anche selezionato per i campionati del mondo del 1952 a Bombay, per i quali si allenò molto, ma poco prima del decollo venne fatto scendere dall’aereo per motivi misteriosi.
    Ai campionati del mondo del 1956 conquistò il bronzo nella gara a squadre insieme a Gantner, Harasztosi, Paul Pesch e Mircea Popescu. Nel 1954 e nel 1955 raggiunse i quarti di finale del singolare, eliminato rispettivamente dal cecoslovacco Ivan Andreadis e dal giapponese Toshiaki “Tosh” Tanaka che poi vinse il titolo. Nel 1956, insieme a Gantner, si classificò nei primi otto del doppio maschile; la coppia romena venne eliminata dai futuri campioni, i giapponesi Ichiro Ogimura (che molti anni dopo diventerà presidente dell’ITTF) e Yoshio Tomita. Nella stessa manifestazione conquistò anche la medaglia di bronzo nel doppio misto insieme ad Ella Zeller; i due vennero eliminati dalla coppia composta da Andreadis e dall’inglese Ann Haydon che conquistarono l’argento. Nell’ultimo mondiale al quale partecipò, nel 1957, contribuì alla conquista di un onorevole quinto posto da parte della sua squadra.

    Ai primi campionati europei del 1958 ottenne, insieme a Bottner, l’argento nel doppio maschile ed entrò tra i primi otto nel singolare venendo sconfitto dall’ungherese Berczik che si aggiudicò poi il titolo. Nel 1955 vinse il singolare agli internazionali del Belgio. Agli internazionali d’Italia disputati a Milano nel 1957 vinse l’argento nel doppio misto (insieme ad Angelica Rozeanu) ed il bronzo in quello maschile (insieme a Gantner) e si piazzò nei primi otto del singolare, sconfitto anche in quell’occasione da Berczik, che si impose in finale sul connazionale Ferenc Sido.

    Nel corso della sua carriera tra i tanti che sconfisse vi furono l’inglese Johnny Leach (ai mondiali del 1954, quando era ancora ai vertici della graduatoria mondiale), il britannico Richard Bergmann (ai mondiali del 1957, vincendo tre set al tempo limite dopo aver perso i primi due), i francesi Renèè Roothoft e Guy Amouretti, i cecoslovacchi Ladislav Stipek e Frantisek Tokar ed i giapponesi Tomita e Kichiji Tamasu; quest’ultimo morì prematuramente a causa di una cardiopatia all’età di 21 anni nel 1956. All’inizio della stagione 1955/56 Reiter raggiunse il quattordicesimo posto della classifica mondiale.
    Per i suoi meriti sportivi gli fu assegnato il titolo di Maestro dello Sport. Al termine dell’attività agonistica lavorò come ricercatore biochimico; parallelamente contribuì ad allenare gli atleti della nazionale in qualità di giocatore-allenatore o di allenatore in seconda. Nel 1954 pubblicò, insieme a Marcu, il primo libro di tennistavolo della Romania dopo la guerra. Successivamente emigrò in Belgio, dove divenne ricercatore per una grande azienda farmaceutica. Dopo aver viaggiato in Sud America ritornò in Europa ma non giocò più ad alto livello. E’ scomparso parecchi anni orsono.
     
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