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La logorrea, conoscerla per combatterla

Discussione in 'Chiacchiere su tutto il resto!' iniziata da John Locke QDL, 31 Ago 2019.

Status Discussione:
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  1. John Locke QDL

    John Locke QDL Fondatore Gruppo Rinco

    Categoria Atleta:
    Non Tesserato
    Tempo di lettura:
    Qualche giorno :book:

    Fonte:
    Nonciclopedia

    La logorrea (dal greco λογορροια, in inglese Logorrhoea, tedesco Logorrhoe, francese Logorrhée, olandese Logorroe, russo Логорея, in eschimese non c'è perché non hanno una parola per identificare tale termine) è definita come un "flusso eccessivo di parole", derivante dalle parole λόγος (termine greco per individuare in italiano la parola parola, in inglese word, in tedesco wort, in francese mot, in spagnolo palabra, in giapponese 語, in ucraino Слово, in vichingo non c'è perché i vichinghi comunicavano con i cazzotti) e ῥέω (termine greco per individuare lo scorrere del tempo, dei fluidi, insomma un flusso di qualcosa che può essere sia reale che immaginifico, individuando quindi uno scorrimento in senso lato). La definizione esposta precedentemente è sostanzialmente la definizione di tipo semantico glottologico, il quale mostra l'origine del termine, la sua etimologia ed il suo significato più recondito, trascurando quindi quelle che sono le interpretazioni successive o non ufficiali, come quelle del Rinascimento fiammingo. Tale definizione è in accordo con la teoria dominante presente nella glottologia e anche con quello che c'è scritto sul Dizionario Garzanti. Le correnti minoritarie della glottologia moderna sostengono però, senza timore di esser fraintesi, che il termine logorrea abbia un significato più vicino a esperienze fisiche, quali l'alitosi, già presente nell'antica Grecia e diffusosi poi in tutte le regioni del Mediterraneo. Secondo altri invece la logorrea, nell'antichità classica, aveva il solo scopo di individuare in maniera equivocabile una caratteristica peculiare dei politici delle poleis greche, quali Pericle o Alcibiade, o gli oratori dei fori romani, quali Cicerone o Catone. In tale contesto quindi, il termine logorrea ha un'accezione indubbiamente positiva, poiché indica un individuo di grande levatura sociale e conseguentemente di grande spessore culturale, in grado di sostenere lunghe conversazioni senza timor di fallo o di annoiare il pubblico, al solo scopo di persuadere e convincere l'uditorio, o a scopo politico o a scopo giuridico o a scopo denigratorio o semplicemente per sapere raccontare correttamente una barzelletta, in modo quindi da risultare più amabile ai più.

    In senso lato, o sotto un altro punto di vista, si definisce logorrea una caratteristica tipica di individui che parlano molto, che discutono spesso, in maniera animosa o non. Il tono della discussione è può essere calmo e pacato ma sostanzialmente può anche non esserlo, portando l'individuo a discutere in maniera animosa pur di dar ragione alle proprie opinioni e tesi.

    Tipi di logorrea

    La logorrea, come ben sanno gli studiosi di psicopatologia non lineare, i quali da tempo sono impegnati in studi ascientifici non riconosciuti dalla comunità degli esperti, che a loro volta hanno proposto altri tipi di classificazioni, la logorrea, dicevamo, può essere suddivisa in trentaquattro (in numeri arabi: 34, in numeri latini: XXXIV. Ovviamente questo piccolo excursus non rovinerà il resto della spiegazione, o così mi pare, ma la mia è solo una modesta opinone: una delle tante che ci sono in giro, alle quali non voglio paragonarmi per evitare inutili dibattiti) tipologie ben definite da parametri addizionali non particolarmente pregnanti, dato il loro scarso potere predittivo, potere insito sostanzialmente nella loro capacità di far corrispondere isomorficamente il mondo delle idee con quello delle parole e quest'ultimo con quello delle cose. Considerando quanto facilmente la letteratura specialistica tenda a pubblicare articoli di scarso interesse scientifico, risulta quanto meno complesso stabilire quali dei trentaquattro tipi di logorrea sono da considerarsi coerenti e consistenti, benché gli ultimi esperimenti in psicologia cognitiva abbiano permesso di concludere che esiste un certo pattern di contigue similitudini autodescrittive. D'altro canto, non è ancora stata dibattuta a dovere la questione della demarcazione fra studi psicologici e studi psicanalitici in correlazione alle già note conoscenze in campo neurobiologico e neurochimico, questione che non ha mancato di suscitare vive polemiche nell'ambiente filosofico postmoderno, guidato dagli esponenti della Gestalt austroungarica e dalla scuola neoirrazionalista di Lione. Un ulteriore spunto di complessizzazione endognostica è stato posto dal dr. Johann Sebastian Bacharach, il quale ha fornito diverse soluzioni al problema della preterintenzionalità del parlato, preterintenzionalità che si trova a contrastare l'approccio semantico-semeiotico di scuola neopositivista.
    Per ovvi motivi di spazio, ci troviamo qui a sintetizzare brevemente le suddette categorizzazioni di logorrea in brevi descrizioni esaurienti, la cui parva stringatezza non può che impedirci di perseguire l'ideale dell'esaustività enciclopedica:

    Logorrea Gonorraica
    Tipologia di logorrea particolarmente infida, probabilmente anche la più diffusa, di tipo specificamente infettivo - contagioso. Come la nomea suggerisce, è una tipologia di parlantina trasmissibile da persona a persona, esattamente come avviene per le malattie veneree, tra uomo e vagina. Ovverosia, per essere concisi, lo sbrodolamento verbale di una persona particolarmente prolissa può contagiare, in particolarissimi ma nemmeno troppo rari casi, anche le persone che lo circondano. Come rivelano gli studi ginecologici del professor Grullone, blablaologo dell'Università Interplanetaria di Marte, vera e propria autorità nel campo dello studio e della prevenzione contro l'ammappamento della bocca, ben il 56% delle chiacchiere urbane e senili è provocata non da una naturale predisposizione alla ciarla, bensì al contagio di Logorrea Gonorraica avvenuto da parte di un'altra persona infetta. Il professor Grullone, inoltre, in una famosissima conferenza sulla logorrea, intitolata "Diarrea verbale, come curarla? Oppure come difendersi? O alternativamente, come prendere delle precauzioni contro la stessa, prima che chiaramente ci colpisca? Ma volendo anche dopo" durata alcune settimane, e tenuta presso il Collegio dei Collegi a Voghera sul Reno, la Logorrea Gonorraica estende il proprio contagio anche attraverso la produzione scritta. Uno studio presentato dallo staff del professore, riassunto in alcuni volumi, in novantasette tomi, ordinati in ordine alfabetico, dimostrava in maniera inequivocabile (oserei dire ineccepibile) quanto la lettura di un testo prolisso provocasse un attacco di logorrea, per l'appunto di tipo Gonorraico infettivo, al 90% dei lettori del suddetto, o all'8 per mille dei membri della Chiesa Cattolica. Lungi dall'essere di rapida lettura, infatti, il sunto distribuito da Grullone al pubblio astante, ha provocato - esattamente come prevedibile e dimostrabile - un attacco di Gonorraica generale, che ha travolto la maggior parte della platea per diverse settimane a seguire. Nonostante le proteste numerose da parte dei degenti, "in nome del progresso scientifico" è stato una giustificazione sufficiente di fronte alla comunità antidolorifica internazionale, che, dopo alcuni mesi di seduta plenaria, ha finalmente convenuto che l'operazione di dimostrazione/studio del prof. Grullone è stata di prezioso aiuto al progresso umano e umanitario.

    • Nel corso della storia, inoltre, possiamo trovare numerosissimi esempi di persone terribilmente logorroiche, che hanno poi infettato con Logorrea Gonorraica il pubblico dei loro ascoltatori o lettori. Figura, primo tra tutti, il signor Ivano Dio, autore del best seller Bibbia. Oltre ad essere un libro tremendamente lungo e barboso, tra l'altro, è l'opera che nei secoli ha maggiormente provocato attacchi di logorrea anche nei propri lettori o commentatori. Indipendentemente dal fatto che fossero degli estimatori dello stesso, o dei critici feroci, in 2000 anni di storia travagliatissima, migliaia e migliaia di individui sono stati colpiti da fortissimi attacchi di Logorrea Gonorraica che li ha costretti a consumare intere foreste e aree boschive, per ricavarne carta, per scrivere tomi e volumi di commento, critica, compendio e guida alla lettura del Vecchio Testamento. Altri contagiatori di Gonorraica famosi sono stati Niccolò Machiavelli, che con le sue opere e parole ha contagiato innumerevoli professori, politologi, commentatori e professoresse di italiano a blaterare per ore parlando del suo operato. Tra i filosofi è d'obbligo citare Platone e Aristotele, i greci più chiacchierati del mondo; ma anche Hegel, Nietzsche e Totti. J.R.R. Tolkien, col suo Signore degli Anelli, che ha contagiato centinaia di autori, facendo loro scrivere le cacate fantasy più famose. Inenarrabile la quantità di parole spese da attori e poeti, a causa di Dante, Petrarca e Shakespeare. In anni più recenti, le parole di personalità di spicco della politica, da Silvio Berlusconi a Pier Luigi Bersani, contagiano di logorrea l'intera casta gionalistica italiana.
    • Nel corso della Geografia d'altro canto, di tutt'altro canto, che poi non si capisce perché si dica d'altro canto se nessuno canta mentre parla o viceversa: misteri delle espressioni dialettali popolari, nel corso della geografia possiamo enumerare esempi più o meno azzeccati di popoli che per loro controversa, estroversa e introversa natura, tutte insieme appassionatamente, si siano espanse grazie a quel brutto vizio quale chiacchiera tanto continua tale da romper l'udito e i testicoli all'interlocutore. Tra questi si fecero strada i ben noti quanto sconosciuti dalla bassa plebe, benché dire plebe in epoca moderna sia alquanto desueto e arcaico, i ben noti Indo-Europei, poi divisi in Indo-Europei Occidentali e Orientali, o Popoli Europei e Popoli Indoarii[1]. I primi furono famosi per aver inventato la guerra umanitaria, i secondi per l'invenzione di ridicoli copricapi. Ad ogni modo costoro furono pionieri in questo genere di cose, e odiernamente si possono vedere logorroiche iscrizioni Indoarie nei siti archeologici dell'Iran, Afghanistan, India e nelle loro rispettive costituzioni. Senza offesa. Per quanto riguarda la geografia in se, essa è nientemeno che la logorrea trascritta[2]: a chi importa infatti che l'India sia il paese con la più alta densità umana nelle città e che in Sud America si pappino i serpenti quando tutti sanno che nessuno lì c'andrà mai tranne qualche povero sfigato romanticone? E qui che casca l'asino, o l'argomento, dipende chi inciampa prima, difatti queste conoscenza sono a noi salutari per capire i problemi del mondo e magari parlarne mentre si sta beatamente in canottiera e ciabatte sul divano osservando placidamente e oziosamente Uomini e Donne in TV. Che vita grama...

      Logorrea di tipo Jakozpil

      Scoperta dallo studioso ungherese Beniamino Jakozpil, psichiatra, chirurgo e podologo della Seconda Università dell'Università di Sofia, sua cugina, nel 1932, essa consiste nel ripetere in maniera compulsiva e anemica lo stesso concetto nella speranza che l'individuo interloquente venga ascoltato, o semplicemente cagato, dagli individui circostanti. Colpisce solitamente persone sole, bisognose d'affetto e d'attenzioni, e si presenta normalmente in luoghi pubblici affollati, quando si ha a che fare con persone non note, non conosciute, o semplicemente intraviste qualche volta per strada, insomma le classiche persone note di vista. Tali luoghi sono usualmente la fila alle poste, la sala d'aspetto di un dottore, il pullman affollato. Qui il soggetto comincerà a parlare di un evento con cui mettersi in mostra con i presenti, come l'incontro con un personaggio famoso. Il monologo dell'individuo comincia con affermazioni che tentano di attirare l'attenzione dei presenti. Normalmente può capitare che qualcuno risponda, e allora ha inizio la conversazione, altrimenti succede che il tizio comincia a parlare da solo e a darsi ragione da solo. Esempio di conversazione:
    - Tizio: “Avete visto il Ministro l'altro giorno ai funerali di stato?”
    - Nessuno risponde: “...”
    - Tizio: “No, perché io l'ho visto, e rideva quell'imbecille. L'avete visto?”
    - Nessuno risponde: “...”
    - Tizio: “No perché io l'ho conosciuto... quello è siciliano. L'ho conosciuto ...quell'imbecille.”
    - Nessuno risponde: “...”
    - Tizio: “E rideva! Ai funerali di stato e rideva!”
    - Nessuno risponde: “...”
    - Tizio: “No perché io l'ho conosciuto. Quello è siciliano.”
    - Nessuno risponde: “...”
    - Tizio: “E stava ai funerali di stato, la telecamera l'ha inquadrato e a un certo punto si vedeva che rideva, l'avete visto? L'ha fatto vedere su Rai Uno.”
    - Nessuno risponde: “...”
    - Tizio: “E rideva. Ma che imbecille.”
    - Nessuno risponde: “...”
    - Tizio: “No perché io l'ho conosciuto, proprio un imbecille, uno che ride sempre.”

    Si noti come l'individuo soggetto continuerà imperterrito per ore alla ricerca dell'approvazione dei presenti.

    Logorrea di tipo Wladuvustock
    È un tipo di logorrea che si contrae mangiando il cervello di alcune scimmie polinesiane. Il fenomeno può accadere nel caso in cui ci si trovi malauguratamente su una di queste isole, dopo un naufragio, un atterraggio di fortuna o semplice voglia di conoscere un posto nuovo, quindi dopo un acuto attacco di stupidità. La fauna e la flora delle isole polinesiane permettono comunque una adeguata alimentazione sufficiente ad una degna sopravvivenza, ricca di pesce (molluschi, crostacei, alghe, piccoli squali, orate, merluzzi, delfini, orche), frutta e verdura (kiwi, banane, cocomeri, angurie, indivia, lattuga, asparagi, spinaci, mandarini giganti) carne (uccelli - colibrì, fagiani, piccioni, albatros, gabbiani, procellarie, pinguini - piccoli suini - cinghiali e facoceri di dimensioni variabili - altro - marsupiali, canguri, ornitorinchi, squali giganti, pipistrelli assassini, orsi volanti). Insomma ci si potrebbe tranquillamente chiedere per quale ragione un individuo giunto su un'isola della Polinesia dovrebbe mai cibarsi del cervello di una scimmia, soprattutto se si considera che ogni isola ha almeno un centro abitato con un supermercato e un negozio di alimentari. Ebbene signori, succede, succede eccome. La curiosità, lo spirito di avventura, la semplice stupidità, portano i turisti a provare questa insana esperienza.

    I sintomi della logorrea si verificano al rientro a casa: i colpiti dal male infatti continuano a parlare per ore e ore del loro viaggio nella Polinesia, mostrando foto, filmini e diapositive a gente che è palesemente annoiata e a cui non frega una cippa e che vorrebbero solamente bombardare la Polinesia dopo l'avvincente racconto del malato. Tali sintomi sono accompagnati da macchie rosse, febbre gialla e occhi verdi. Si risconta inoltre un forte prurito nelle zone intime, quali le ginocchia e i gomiti. Se non si cura correttamente la logorrea di Wladuvustock può portare anche alla morte poche ore dopo essere stata contratta, mentre siete ancora a digerire lo squisito cervello di scimmia in paté. Ci si può domandare come mai le popolazioni polinesiane non abbiano mai contratto questo tipo di malattia. La risposta è semplice: loro fanno la spesa al discount sotto casa.

    Tale variante di logorrea fu scoperta da Henry Wladuvustock, cuoco di fama regionale, che nel '65 decise di sorprendere la giuria del Premio Internaziale Piatti Esotici di Casalcastello di Birmingham presentando un'innovativa pietanza: il cervello di scimmia alla cassoeula. Morirono tutti dopo spasmi atroci durati giorni, in cui i malati impazzirono e cominciarono a mangiarsi le ginocchia.

    Logorrea delle Isole Samoa
    La logorrea delle isole Samoa è un tipo di logorrea di derivazione linguistica, essa cioè è derivata dal particolare tipo di comunicazione vigente tra i guerrieri delle isole Samoa, nell'Oceano Atlantico. Il linguaggio dei guerrieri delle isole Samoa difatti è molto ricco, astruso e arzigogolato, portando quindi conseguentemente ad un terrifico allungamento dei termini comunicativi più banali. Di seguito un chiaro esempio sufficientemente esemplificativo:

    « Abiabaluba maiorba maluba abaiocoloba maluba maroba, cululoba marakoba midoba, maioa carua baloba kiliakanda maioka culioka makka maruoka maruroka, kayakka abioluka maroka biliuoka caioka marioka balibola »
    (Trad. Ciao)
    Tale tipo di comunicazione è volutamente lunga per ritardare l'inizio di una guerra tra due popolazioni. Riportiamo a titolo squisitamente esemplificativo un tipico dialogo tra due capi tribù che sono in procinto di cominciare una guerra, una faida o una battaglia, per il possesso del territorio, di alcune donne o di un gatto ninja.

    - Capo Tribù 1: “Aiaroka malula mararoka caioka lupulopa maroka marola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakanda maluba cululoba malula caioka maroka marussa elette caloca balibolamakka marakoba kayakka masenda malula mararoka caioka lupulopa maroka marola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopa maroka marorla callipoca tartotica caiota maraaussa calleola caloca maretoga kiliseakanda maluba cululoba malula caioka maroka marussa elette caloca balibolamakka marakoba kayakka”
    Traduzione : [​IMG] Benvenuto [​IMG]

    - Capo Tribù 2: “Caioka lupulopa maroka marola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopamaroka marorla callipoca tartotica caiotamaluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka”
    Traduzione : [​IMG] Benvenuto a te [​IMG]

    - Capo Tribù 1: “Marola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopa maroka marorla callipoca tartotica caiota maraaussa calleola caloca maretoga kiliseakanda maluba cululoba malula caioka maroka marussa elette caloca balibolamakka marakoba kayakka daioka lupulopa maroka marola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopamaroka marorla callipoca tmarola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopa maroka marorla callipoca tartotica caiota maraaussa calleola caloca maretoga kiliseakanda maluba cululoba malula caioka maroka marussa elette caloca balibolamakka marakoba kayakka perkaioka lupulopa maroka marola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopamaroka marorla callipoca tmarola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopa maroka marorla callipoca tartotica caiota maraaussa calleola caloca maretoga kiliseakanda maluba cululoba malula caioka maroka marussa elette caloca balibolamakka marakoba kayakkamaroka marola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopamaroka marorla callipoca toka”
    Traduzione : [​IMG] Come stai? [​IMG]

    - Capo Tribù 2: “Aaba mararoka caioka lupulopamaroka marorla callipoca tmarola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopa maroka marorla callipoca tartotica caiota maraaussa calleola caloca maretoga kiliseakanda maluba cululoba malula caioka maroka marussa elette caloca balibolamakka marakoba kayakka perkaioka lupulopa maroka marola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopamaroka marorla callipoca tmarola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopa marokarussa elette caloca balibolamakka marakoba kayakka perkaioka lupulopa maroka marola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caiokke peressekka cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopamaroka marorla callipoca tmarola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka marakoba kayakka roka malula mararoka caioka lupulopa marokarussa elette caloca balibolamakka marakoba kayakka perkaioka lupulopa maroka marola callipoca tartotica caiota marussa calleola caloca maretoga kiliakadnda maluba cululoba malula caioka maroka marussa eldaette caloca balibolamakka cululoba malula caioka maroka marussa eldaette”
    Traduzione : [​IMG] Eccellentemente, e tu? [​IMG]

    Dopo circa dodici ore di conversazione, i due capi tribù sono a malapena arrivati alle presentazioni e, stanchi e spossati dal lungo parlare, decidono di abbandonare la via del dialogo e di non dichiarare guerra pur di non parlare così tanto. Ciò ha portato la cultura del popolo della giungla di Samoa ad attaccare i nemici tramite imboscate improvvise.

    È comunque interessante notare come il dialogo preparatorio alla guerra termini, purché esso finisca, con una parola evocativa che da inizio allo scontro e che è anche la parola più breve di tutta la lingua delle varie isole Samoa, tale parola è: Fankù. Essa è molto breve ma copre una grande quantità di significati che difficilmente possono essere espressi nella nostra cultura. Il filologo e pasticciere andino, Vito Manuel Estrenandez, ha provato a fornire una traduzione del termine. Dopo anni di studi egli è riuscito così a trovare una traduzione letterale della parola Fankù:

    « Possa la tua stirpe bruciare tra le fiamme del vulcano Kakaduro durante un'eruzione e possano le loro ceneri essere sparse nelle discariche di Chiaiano e Marigliano, possa essere la tua testa mozzata e che possa rotolare per i pendii dei monti ed essere usata dagli abitanti delle isole Valatu come pallone da rugby per l'ultima giornata del campionato di Serie B. Possano le tue interiora essere cotte in un microonde e essere servite alla mensa della Caritas. Possa il tuo cane essere usato nel cast di "Come cani e gatti 2" e il tuo gatto ucciso e cucinato da Bigazzi. »
    (Traduzione letterale della parola Fankù.)
    Nel '74 il giurista sumero Andreas Dallas, appassionato di conchiglie, ha però espresso profondi dubbi sulla traduzione proposta da Esternandez, sostenendo che al posto di Bigazzi andasse in realtà Galeazzi.

    Logorrea Flanderson
    La logorrea Flanderson non è stata tuttora diagnosticata, ma si sa che c'è. Il dottor Emerius Flanderson, gastroenterologo dell'Università di Svezia, ha sempre desiderato fin da bambino dare un nome a una malattia, una patologia, o anche solo un paio di scarpe. Fu così che il dottor Flanderson fu il primo a diagnosticare quella che poi sarà riconosciuta a livello internazionale come logorrea Flanderson. I sintomi di tale logorrea sono sconosciuti ai più, si narra difatti che il dottor Flanderson, durante una seduta oftalmologica ad un paziente, sia uscito dal suo studio urlando: ha la logorrea Flanderson! Da allora tale terminologia è stata riconosciuta da tutti gli studiosi e sono presenti diverse pubblicazioni mai pubblicate relative all'argomento. La logorrea Flanderson si presenta come un flusso ininterrotto e ininterrompibile di parole, con il soggetto che continua a parlare in evidente stato catatonico senza che ci sia la possibilità di fermarlo, se non con una badilata in testa. Sebbene la maggior parte degli studiosi abbiano attribuito tale tipo di comportamento a semplici episodi di demenza o autismo, il dottor Flanderson ha insistito affinché la nuova patologia prendesse il suo nome. Alla conferenza di Copenaghen sulle malattie mentali, le neurochirurgie e le sculture di fiori, Flanderson ha preso la parola, implorando il pubblico di lasciare il suo nome a tale malattia con la seguente motivazione:

    « E dai yah, per piacere. Ma che vi costa? »
    (Discorso del dottor Flanderson)
    La proposta passò quasi all'unanimità, se non fosse stato per l'usciere che in quel momento si era assentato e non ha potuto votare. Grazie a Flanderson quindi oggi conosciamo un nuovo tipo di male che prima ci era sconosciuto e che francamente non pensavamo neanche che potesse esistere.

    Logorrea di tipo Vermont
    Tipo di logorrea sperimentato da Voltaire sulle scimmie dello zoo di Parigi: ha una portata enciclopedica multipla, sicché l'affetto da questa malattia può esplicare ogni concetto che giri nella sua mente, con prolisse digressioni in cinque lingue diverse... e in contemporanea.

    Logorrea di tipo Karpen
    La logorrea di tipo Karpen è uguale alla Logorrea di tipo Vermont, solo che si chiama di tipo Karpen. Il Dottor Nostromo Karpen, norvegese di origine inca iniziò a parlare il 28 dicembre 1891 e non smise se non nel 1912 quando scoprì che stava parlando al suo cane ormai morto da cinque-sei anni.

    Logorrea Morelli
    Tipologia di logorrea mutuata dalla caratteristica capacità oratoria di Raffaele Morelli, medico, psichiatra, psicoterapeuta e psicologo famoso per lo stare tutte le sere in televisione facendo inevitabilmente figure di *****. Egli ha la peculiarità di essere invitato in tutti i talk show possibili e immaginabili nei quali può dar sfoggio della sua immensa preparazione su ogni argomento dello scibile umano, dall’infanticidio più efferato alla cura della cellulite mediante impacchi di sperma, fornendo sempre risposte lunghissime e prive di qualsivoglia contenuto. Celebre per le sue supercazzole ad minchiam viene solitamente azzittito con la nota formula del “Ah Morelli…E parla per te!”, risposta che ne causa l’immediata sublimazione dallo studio televisivo mediante autocombustione spontanea.
    Purtroppo il giorno dopo sarà ancora lì, cosa che fa supporre sia immortale.

    Logorrea amicale nota anche come diarrea verbale
    La logorrea di tipo amicale, tipicamente femminile, risulta evidente in situazioni quali colazioni, tè, spuntini, brunch e pasti in genere, tagli unghie, spinzettamento sopracciglia/stinchi/pube/mento, tosamento chiome, viaggi in auto, attese in coda, shopping tours, tastamento meloni nel reparto ortofrutticolo Coop/Bennet/Lidl (l'Interspar invece è silenziosetto) nonché riconoscimento per strada dopo "unavitachenoncisivedeva". Sono presenti diverse varianti del fenomeno in relazione alla quantità di individui logorroici presenti: quando questi sono entrambi nella coppia di amiche o più di due in un gruppo ristretto, l'universo si contrae e persino la cartilagine delle orecchie delle persone attorno acquista tale capacità.

    Quando gli individui sono due nel gruppo esteso, questo subirà lo spaccamento[3] in due fazioni, ognuna delle quali sorbirà una delle verbalmente diarroiche amiche.

    Seguirà la sbobinature di un'osservazione svolta in tuta mimetica dietro le colonne di una piazza della capitale per osservare due esemplari di femmina, una umana e una logorroica.

    Osserviamo gli esemplari avvicinarsi, quasi sempre carichi di buste. La natura delle sportine spesso permette di classificare il tipo di argomenti trattati, cioè tutti ma privilegiando a seconda alcuni aspetti:

    • Sportine da supermercato: il discorso verterà sul rialzo dei prezzi, sui gap qualitativi, su quanto sono ridicole le scelte di prodotto di Rebecca, su quanto è sporco e rozzo il cassiere del mercoledì mattina[4];
    • Sportine da mercato (alimentari): la conversazione viaggerà su luoghi comuni triti e ritriti quali
    « Si stava meglio quando si stava peggio »
    « Non ci sono più le mezze stagioni »
    « Quest'anno van di moda proprio queste cose qua »
    considerazioni sulla variabilità qualitativa delle cotiche fornite dalle bancarelle della zona Ovest a quelle della zona Est e scherzosi ma innocentissimi e men che ammiccanti commenti ai sorrisi del "bel" ragazzo del banco dei formaggi, peloso e sudaticcio[5];

    • Sportine da mercato (abbigliamento) Clima allegramente ciarliero, si parla di scarpe, gonne, calze e tutto ciò di cui una donna è fornita probabilmente per una vita intera arrivando sempre, inevitabilmente alla stessa conclusione:
    « Guarda per quello che costa ne avrei dovuti prendere almeno una quindicina, cioè lo so per carità che non è che sia la piccola fiammiferaia ma sembravo davvero una zingara in giro vestita così ma ti sembra quelli ormai ce li avevo da millemila anni, poi non li butto, li tengo perché samai che possano servire.. »
    ( Donna con sportina d'abbigliamento da mercato sul millemillesimo dolcevita nero finalmente in suo possesso)
    • Sportine da negozio d'abbigliamento: discorso armonicamente composto da pontificate etico-morali su terze al solo scopo di apparire umili, magnanime, innocenti:
    « Santo Cielo ma hai sentito di Samantha? Non so, io al suo posto non penso che ce la farei a essere ecco, così.. disinibita. Ma che poi fa bene eh!, per carità, solo che diciamo sinceramente faticherei a comportarmi in modo così libero sapendo che a mio marito potrebbe dispiacere ma magari sbaglio io sia chiaro di sicuro loro avranno equilibri collaudatissimi, in fondo sono sposati anche se si conoscono solo da un anno. Io e VittorioFranco stiamo insieme da nove anni e ne aspetteremo altri 74 per il grande passo perché vogliamo conoscerci bene ma il mondo è bello perché è vario ed ognuno deve essere liberissimo di fare quello che preferisce sai.. »
    (Esempio di discorso sopracitato, mai terminato ma interrotto da borsettata alla nuca da perte della stremata amica)
    espanso da soavemente lievi opinioni sull'abbigliamento di ogni singola femmina, indipendentemente dalla specie purché evolutivamente superiore ai celenterati





    Donna : [​IMG] Va bene qui? [​IMG]

    Mostro Logorroic Caso clinico : [​IMG] Sì certo ma meglio questo tavolino così se passa quella stronza di Genoveffa poi la vediamo, bastaaaarda, ha sorriso al mio ex l'altro giorno e non so come ho fatto a tenermi, cheppoi sai che lei è stata cornuta mazzìata e scaricata dal marito? Così impara! Ma poi tutto sommato mi dispiace cioè non riesco a essere così lapidaria cheppoi lei mica è cattiva, solo un po' tonta anche se mica tanto dato che nel divorzio è riuscita a spillare abbastanza all'infame da potersi comprare quello che vuole... [​IMG]

    Logorrea di tipo Kyoto
    La logorrea di tipo Kyoto si contrae anagrammando la logorrea di tipo Tokyo. Questo ci porta a un paradosso di proporzioni se non bibliche quantomeno tolemaiche, ove si vogliano soppesare tutte le componenti escatologiche dell'essere integro e ineluttabile che lo stesso Peppe Parmenide teorizzava qualche lustro fa. Infatti, se vogliamo sottoporre a un vaglio squisitamente hegeliano le concatenazioni derivanti da tale paradosso esse vanno persino a scavalcare di parsec e parsec il limite ultimo che viene comunemente preso come fine estremo dell'esistenza. L'assoluto che si viene a creare annichilisce gnoseologicamente l'astratta concezione essere-non essere espressa poi anche da quel pedestre menestrello inglese, tal Guglielmo Agitalancia il quale propose poi modelli teschiformi inneggianti ai oltraggiosi dardi fortunati. Nel vortice di tipo metasemantico creatosi si inserisce poi un quadro prettamente kafkiano, dostoevskano, petrarchesco, montaliano, romanesco e probabilmente puzzoso di inversa razionalità, che sfocia e nel delirio incontrollato, che fu proprio anche dei popoli pre-colombiani dell'Isola di Pasqua, e nell'isteria di invenzione che porta anche i più sparagnini a scialare in scialli e porcellane, e porcellone.

    Logorrea di tipo Tokyo
    La logorrea di tipo Tokyo è una variante della logorrea di tipo Kyoto ottenuta anagrammando la parola Kyoto. Portata alla luce dallo studioso Kekatso Mi Dichi, famoso neuro-pneumatologo di un gommista. Dopo la scoperta fu cacciato dall'albo professionale dei gommisti di Hokkaido, per essere poi ammesso come decente di reopneumatologia dell'Università di Singapore, in Connecticut.

    Logorrea Mazza-Van der Kiappen
    Scoperta da due passanti, Gerolamo Mazza e Armin Van der Kiappen, essa si manifesta con delle chiazze rosse sul viso. Attraverso le chiazze è possibile anche iniziare una conversazione logorroica di un certo peso. Una chiazza rossa sulla narice destra significa: "È mai possibile che ti devo ripetere sempre le stesse cose ogni giorno che passa, perché tu te le dimentichi e io sono stufo di ripeterle ogni volta!". Un puntino sul lobo dell'orecchio può essere tradotto con: "Oggi ho fatto la spesa al supermercato. C'era la Wanda...quante risate, mi ha raccontato di Gisella...sapessi cosa ha combinato in Austria...no ora non te lo posso dire, ti chiamo stasera....cia-cia-cia".

    Logorrea alcolica o di Cobain
    La logorrea alcolica è causata dall'ingurgitamento repentino di sostanze alcoliche. L'euforia prodotta nei recettori dopaminici provoca spesso un blaterare insulso e senza scopo, che di solito può essere interrotto o sospeso attraverso la pressione ad una velocità variabile di un palmo della mano sul volto del paziente. Alti valori di assunzione provocano invece il blocco di ogni comunicazione logorroica e il coma etilico.

    Logorrea Jonson detta anche Logorrea del Cuculo bruno di Volterra
    Questo tipo di logorrea ha radici profonde nella storia, come quelle del platano che lo zio Giampietro ha nel suo giardino, un giorno voleva sradicarlo per venderlo a Peppino Spatozza, un tizio che compra alberi da collezione scambiandoli con elettrodomestici, e non c'è riuscito neanche con la macchina quella di John Deer per sradicare gli alberi, cioè una vergogna. Comunque la logorrea Jonson è nata nel 1200, o giù di lì, non sono mai stato bravo in storia, una volta ho scritto che i Galli avevano raggiunto per primi Marte nel 300 a.C.; e deve il suo nome a Fiorenzo Jonson, un frate minore che seguiva San Francesco d'Assisi (che poi non è che venisse proprio da Assisi, veniva da Assisi al mare). Jonson era un po' come Watson di Sherlock Holmes, quello che poi alla fine era un idiota messo lì solo per interrompere quei monologhi logorroici e pieni di quella insopportabile boria inglese che tutti odiano, solo che Holmes diceva a Watson: "Elementare, Watson" e invece San Francesco a Jonson diceva: "Elementale, Jonson", perché a lui piacevano tutte quelle cose della natura, un po' come Bono Vox, solo che lui è pure fastidioso e un po' cazzone.

    Sì, insomma c'era San Francesco che parlava con gli uccelli, e non uccelli-uccelli, tipo ***** e pene, uccelli veri, quelli con le piume; poi però l'uccello gli rispondeva e stavano ore e ore a parlare della prozia Concetta che aveva i calli e facevano commenti sui vestiti delle matrone che andavano in Chiesa e poi si raccontavano barzellette sconce tipo quella dove uno compra un cammello speciale che va avanti solo dicendogli culo e si ferma solo dicendogli ***** e poi arriva a un burrone e non si ricorda più qual è la parola che bisogna dire per fermare il cammello e allora si mette a imprecare: "Che ***** faccio adesso, *****!" e così il cammello si ferma e allora lui è contento e dice: "Oh! Che culo!" e poi ridevano come idioti pensando a quel poverino che era caduto giù, cioè non è carino insomma poveraccio forse si era fatto male. Quello che intendo dire è che la violenza fa ridere, ma solo se non sei tu a subirla, ci vuole un po' di contegno e di misura, magari c'è gente che sta male e i bambini! Oh perché nessuno pensa ai bambini!

    Logorrea inversa
    Consiste nel rimanere ostinatamente in silenzio.

    Logorrea ugro-finnica
    Malattia che fa ripetere all'infinito suoni simil-onomatopeici. Dal punto di vista economico-sociale presenta escrescenze nel metodo Ogino-Knaus formate da curve statistico-gaussiane proprie di un fenomeno politico-geologico e spesso abusato a livello tecnico-tattico. Inoltre ove si vogliano prendere in esame le conoscenze etico-moralistiche attribuitesi in modo truffaldino dai questi sedicenti (e sedicenni) esperti socio-dinamici ecco che il quadro psico-filosofico si deturpa in maniera per nulla estetico-realista. Proseguendo questo viaggio didattico-formativo si incontrano diversi livelli divulgativo-utilitaristici i quali sono spesso proposti dallo stesso personale amministrativo-tecnico-ausiliario e si fregiano di considerazioni logico-razionali che spingono persino i più scettico-realisti a una nuova apertura etico-mentale.

    Logorrea alcalino terrosa
    La logorrea alcalino terrosa si contrae assumendo sostanze chimiche alcalino terrose per via endovenosa. Scoperta da un team di studiosi dell'International Universiti ov S.ta Minkia essa si manifesta con i seguenti sintomi:

    • orecchioni
    • unghie incarnite a entrambi i diti medi
    • una dermatite sconsiderata
    • deliri nel sonno (la logorrea vera e propria)
    Se non curata porta alla morte, alla cecità e, nei casi più gravi, a una leggere gastrite. Tale logorrea fu scoperta nel 1893 in Inghilterra, quando gli scienziati dell'impero facevano esperimenti sugli schiavi delle colonie. Gli studi prevedevano iniezioni, a volontari non consenzienti provenienti dal Pakistan, di dosi in quantità diverse di sostanze chimiche. Gli effetti furono differenti a seconda della sostanza immessa. Nella maggior parte dei casi tali iniezioni hanno portato a morte nel giro di poche ore, in un caso è nato l'uomo sabbia, negli altri casi i soggetti sono stati colpiti dalla logorrea definita poi alcalino terrosa, dal tipo di sostanze iniettate, come il Magnesio, il Berillio e il Chewing-gum.

    Logorrea di Aerrogol
    Al Aerrogol id Logorrea è nu opit id arreogol ehc egnirtsoc el enosrep etteffa ad atsueq emordnis a eralrap alla aicsevor odnacovorp ilgen irtla nu osnes id otnemaseaps. Eneiv otaruc noc inoisiv evissam id inoissimsart etatneserp ad Acul Otaruig.

    Logorrea che se la prendi parli veramente per ore e non riesci più a smettere
    La Logorrea che se la prendi parli veramente per ore e non riesci più a smettere è una variante della Logorrea del Cuculo bruno di Volterra detta anche Logorrea Jonson. Tale logorrea si manifesta principalmente nelle popolazioni andine di etnia mongola, quindi identificabili grosso modo con le odierne regioni dell'Inguscezia e della Pomerania meridionale. Com'è noto infatti l'Inguscezia, da non confondere con Linguscezia, regione poco distante, ma che si affaccia sul Mar Morto, è una ex-repubblica federata russa, ex-regno cosacco, ex-provincia del regno dell'Orda d'oro, ex-sterpaglia terra di nessuno. Oggi è una repubblica autonoma alle strette dipendenze di Mosca. La logorrea che se la prendi parli veramente per ore e non riesci più a smettere si presenta generalmente di notte, bussando alla porta, quando tutti stanno dormendo, apposta per dare più fastidio. Quando uno degli abitanti della casa si alza e va ad aprire, allora la logorrea che se la prendi parli veramente per ore e non riesci più a smettere ti prende e non ti lascia più, nemmeno quando vai in bagno, che pensi di stare tu da solo e invece ci sta anche la logorrea. La logorrea che se la prendi parli veramente per ore e non riesci più a smettere costringe la vittima la vittima a parlare per ore senza che ella (la vittima) o ello (nel caso sia un uomo) possa fermarsi. Ciò risulta particolarmente fastidioso durante i seguenti eventi:

    • spettacoli al cinema
    • spettacoli al teatro
    • funerali
    Il suo virus si passa di mano in mano o con il passa parola. Attenti quindi anche ad accettare il latte che il vicino potrebbe offrirvi, nel caso andiate da lui a chiederlo perché vi è finito, soprattutto se quel latte è caduto a terra e il vostro vicino l'ha raccolto a vostra insaputa e ve l'ha porto. Ciò non è affatto igienico e potrebbe portare a numerose malattie, quali appunto la logorrea che se la prendi parli veramente per ore e non riesci più a smettere. L'unico rimedio per guarire da questa malattia è la morte.

    Logorrea da lezione universitaria
    Nell'84, un equipe di cerebrolesi ha individuato nell'Università del Cairo, a Parigi, una nuova variante della logorrea, che si presenta normalmente nei docenti universitari dell'Egitto quando entrano nelle aule. Gli studiosi hanno poi riscontrato che tale genere di logorrea si presenta in quasi tutte le facoltà universitarie del globo. Essa ha i seguenti sintomi: il docente nell'orario di lezione è portato a parlare e sparlare per ore di un argomento a lui molto noto e di cui i suoi interlocutori non sono interessati o fingono scarso interesse. È interessante notare come la patologia si manifesti durante le ore di lezione e abbia durata pari proprio alle ore di lezione. Al termine della stessa difatti l'individuo si intristisce e si accascia su sé stesso uscendo mestamente dall'aula nel silenzio più tombale, in contrasto totale con il fiume di parole espresso precedentemente. Si noti come tale patologia, di carattere prettamente mentale, nasca dal bisogno di attenzioni del docente, che vuole colpire gli interlocutori con la sua conoscenza e sapienza. I docenti universitari, alla luce di queste nuove scoperte, hanno chiesto al governo l'indennizzo per questo tipo di malattia, ma il governo tuttora si rifiuta di considerarla come una malattia degenerativa della professione.

    La logorrea nella medicina
    La medicina ufficiale riconosce nella logorrea la principale causa di logorrea. Sebbene la scuola di Cleveland abbia ammesso che la logorrea può derivare da un disturbo neurovegetativo oppure di tipo colorettale si è dovuti attendere il 1965 per arrivare a capire che affinché si possa parlare di logorrea è necessario che il soggetto in questione parli in modo smodato e per dimostrare che la scuola di Cleveland aveva confuso la logorrea con la diarrea. La logorrea presuppone la presenza di un soggetto logorroico, che non è per niente facile da trovare. Potremmo esplorare cliniche, ospedali, tribunali, bar, frigobar, piste da sci, campi da golf, campi di grano, campi di concentramento, pizzerie, alberghi, uffici postali, studi di commercialisti e banche del seme senza mai riuscire a trovarne uno, oppure cimiteri e obitori senza mai riuscire a trovarne uno vivo. Eppure la logorrea è molto più frequente di quanto si pensi, a volte basta leggere l'articolo di una wikia per rendersene conto o, se sono più di uno, per rendersene conti. E siccome i conti tornano sempre lasciate aperta la porta, così almeno gli risparmiate la fatica di suonare. Il dottor Flavio Alluce, detto L'incompetente dai suoi pazienti, ha pubblicato nel 2007 un interessante articolo scientifico in cui mette in relazione la logorrea con la logopedia e la prematura morte di Puffetta con l'aumento dell'attività masturbatoria nel villaggio dei puffi. Sono teorie ardite, che necessitano di ulteriori indagini per poter essere degnamente messe alla berlina, con buona pace di tutti i cabriolet. Facciamo un passo indietro, altrimenti le porte dell'ascensore non si chiudono. Nel 2001 il CURISG (Centro Universitario di Richerche Inutili Sovvenzionate dal Governo) per dimostrare gli effetti deleteri della logorrea sugli animali di piccola taglia selezionò un criceto logorroico (che chiameremo Guglielmo per rispettare la sua privacy) e lo mise all'interno di una gabbia piena di criceti. L'esperimento fu un clamoroso insuccesso, dopo circa 15 minuti il criceto si era già ingroppato 8 criceti senza spiccicare neanche una parola e forse la scelta di criceti femmine per tentare il dialogo con Guglielmo si rivelò un errore madornale. Mentre il CURISG si preparava ad affrontare la nidiata di criceti in arrivo nel 2003 l'Università di Princeton of Persia in Florida organizzò un semplice esperimento volto a misurare per quanto tempo un logorroico potesse parlare a ruota libera. Il soggetto preso in esame fu il famoso Luca Matteo Ferrari, già noto per essere impazzito per la fragola in un vecchio e noto spot televisivo. Le telecamere vennero accese alle ore 8:00 a.m. del 6 giugno ed iniziò la registrazione dell'esperimento:

    - Medico:: “ signor Ferrari, è vero che lei è logorroico?”
    - Luca Matteo Ferrari:: “No.”
    Esperimento fallito.

    Come evitare di confondere la logorrea con la diarrea: principali analogie e differenze
    È facile saper distinguere la logorrea dalla diarrea, se sai come farlo. Innanzitutto, è necessario definire la prima e la seconda. Non mi sto riferendo alle taglie di reggiseno, che comunque sono molto interessanti.[6] La definizione però non può non trascendere da alcune considerazioni di base, utili -anzi, no! necessarie!- al conseguimento del fine desiderato. La malattia può essere definita come una deviazione biologica dal progetto. Ma quale malattia colpisce solo gli architetti? Cioè, il punto è che sia la logorrea che la diarrea sono malattie, quindi deviazioni biologiche dal progetto. Altre considerazione interessante da fare è che "logorrea" e "diarrea" ha ben 4 lettere in comune. Questo sta a significare la profonda denotazione semantica del linguaggio, strumento con il quale cerchiamo di interpretare le realtà. Malattie, quindi, entrambe. Entrambe sono una grave piaga dell'umanità, comparabili solo alla peste del 1200 e il colera a Napoli. L'igiene è la branca della medicina che si occupa, insieme, ma in maniera diversa dall'epidemiologia, delle grandi malattie dell'umanità, come ad esempio la peste del 1200 e il colera a Napoli. Ma il punto centrale del discorso è che la malattia si può sconfiggere, se sai come farlo, e se sai quale malattia è. Quindi è necessario distinguere le varie malattie, e poter definire la malattia in generale. La malattia può essere definita come una deviazione biologica dal progetto.[citazione necessaria] E la logorrea, come anche la diarrea, sono, ovviamente, incluse nell'insieme delle malattie. Ma arriviamo al nocciolo della questione. Sono distinguibili queste due patologie? Il buon senso e il senso comune, che di solito vanno di pari passo, direbbero di sì. E hanno ragione!

    Prevenzione della logorrea

    La logorrea può essere prevenuta in vari ed eventuali modi. La maggior parte dei rimedi è stata individuata in Francia in età premestruale, mentre molte altre tecniche si sono aggiunte dopo la scoperta della busta di plastica. Una delle tecniche più usate per la prevenzione da questo terribile male è difatti il ricoprire le proprie estremità con buste di plastica, per evitare il contatto diretto con individui estranei e senzienti. Le estremità da coprire sono gli arti (piedi, mani e coda), il busto (torace, collo e fegato), la testa e tutte le sue sottosezioni (cervello, cervelletto e cervellone). Si consiglia però di forare la busta di plastica posta sul capo per evitare di morire di cirrosi.

    Tale abbigliamento è consigliato in luoghi affollati e promiscui, come i mezzi pubblici, le scuole e gli zoo. Particolare attenzione deve essere fatta nelle stazioni della metropolitana, dove il vento dovuto al grande spostamento d'aria generato dal passaggio dei treni, potrebbe farvi volar via tutte le buste di plastica lasciandovi scoperto e inerme davanti ai pericolosi germi della logorrea. È infine severamente sconsigliato il recarsi in ospedale, luogo, com'è noto, pieno di individui malati e potenzialmente contagiosi.

    Infine la prevenzione si fa anche con una corretta alimentazione, a base di monossido di carbonio e bisolfonato di ceppa. Mangiare molta frutta, verdura e becchime per gli uccelli. Particolarmente consigliato è lo yogurt al tonno, ricco di proprietà organolettiche e sostanze emollienti atte a combattere i gravi effetti della logorrea.

    La logorrea come malattia mentale

    Fra le malattie mentali è la malattia mentale. Nel senso che peggio di lei non ce ne sono. Infatti è peggio del morbo di Parkinson, della sindrome di Stoccolma, della necrosi gangliare primorda, della pasta scotta, della sindrome di Down, della sindrome di Gardner, della Poliposi familiare, della neurofibromatosi, della deficienza di Acth, della sindrome di Kallman, della sindrome di Baller-Gerold, dell'anomalia di Axenfeld-Rieger, della sindrome dell'apoplessi ungueale e della bambagia nel culo. Passiamo ad esporne le sintomatologie, anche perché tanto ho finito le malattie e questo non perché, al contrario di quanto voi crediate, io sia un ignorante o un medico fanfarone che cela dietro nomi astrusi la sua ignoranza sulla falsa riga di Don Abbondio che non era un medico ma vabbe siamo là, ma semplicemente perché così ho deciso.

    Sintomatologia
    Di solito i sintomi che essa presenta sono:




      • Il paziente dimostra una manifesta incapacità di concentrare il flusso cosciente verso un solo pensiero, saltando da un argomento all'altro come uno scoiattolo volante da un albero all'altro; che poi il nome di questi esseri è improprio perché non volano semplicemente planano dolcemente sfruttando le correnti ascensionali, solo che qualche naturalista amante del bird-watching li ha visti e ha esclamato *****! Uno scoiattolo che vola! Fico! per poi dare un nome che più banale non si può alla specie in questione. Ma qui si sta divagando! Dottor Ciurnalli passiamo avanti!
      • Il paziente soffre di insonnia perenne. Nel senso che non dorme mai. Mai. Ma non per colpa di un abuso di caffè! Semplicemente non ci riesce perché pensa a quei pantaloni di raso rosso pacchiani che stamattina ha visto nel negozio dietro l'angolo dopo quel fioraio che non mette mai i prezzi sotto gli articoli in vetrina mandandolo in questo modo fuori dai gangheri, non come quel fruttivendolo ubriacone che se ne sta fuori sulla sua sedia di vimini a grattarsi i ******** che non usa nemmeno la bilancia per pesare la roba e si inventa prezzi a casaccio!
      • Il paziente non riesce a non pensare alle parole e al loro significato, esplorando i campi semantici legati ad esse come il capitano Nemo esplorava i sette mari; questo a prescindere da ciò che gli è stato detto, semplicemente non riesce a non farsi seghe mentali su qualsiasi cosa, fino a quando le sue stesse sinapsi si rifiutano di pensare ma rifiutandosi di pensare per lui sono costrette a pensare da sole, ammalandosi di logorrea a loro volta, solo che queste ultime non pensano alle minchiate che pensa il paziente, bensì alle minchiate che pensano di loro gli organi, con la cistifellea che scopa con l'uretra e quella mignotta della ghiandola pineale che si fa ingravidare dalle gonadi;
      • Il paziente risponde a qualsiasi domanda che lui non ha mai avuto i piedi piatti siccome la madre lo costringeva a camminare sui ceci scalzo, mentre trasportava sulle spalle un masso di circa 100 chili, che poi questa, lo so io e lo sapete voi, è una cazzata perché i piedi di un qualsiasi uomo normale non possono sopportare una simile pressione e il dolore causato dai ceci risulterebbe insopportabile, provocando, tra l'altro, l'implosione dei vasi linfatici. Tuttavia è meglio non contraddire il paziente dato che dimostrerebbe ben poca pazienza, al contrario del vocabolo appena usato che contraddistingue un essere tale che sopporti le impressioni di un agente in maniera tacita e pacifica, cominciando subito un discorso prolisso e inquatificabilmente inutile sulla natura dell'essere triadico che si cela dietro i nei di Bruno Vespa;
      • Il paziente ha la stessa soglia di apprendimento e interazione logica con l'ambiente circostante di un bonobo maschio nella stagione degli amori, senza nemmeno il vantaggio della sovrapproduzione di testosterone e le conseguenti erezioni colossali della bestia sovra-citata. Questo senza nulla togliere ai bonobi, cari animali che per comportamento somigliano molto all'uomo. Che poi io mi chiedo se gli scienziati che sparano queste minchiate ci vivano con gli uomini per dire che si comportino come primati oppure semplicemente siano propensi a considerarsi dei bonobi anch'essi ma vabbe questi sono discorsi che esulano dalle mie competenze e soprattutto dall'argomento che stiamo trattando.
    Conseguenze sociali per il paziente
    Siccome avete capito che il paziente è un ********, non c'è bisogno di parlarne, semplicemente muore socialmente ed è irrecuperabile perché noi ricercatori ce ne battiamo dei malati affetti da questa patologia, a noi interessano le sovvenzioni delle grandi ditte farmaceutiche che investono solo sul cancro, sulla leucemia, sulla talassemia e basta. Questi sono poco remunerativi e lo sappiamo tutti è inutile celare l'ipocrisia. Quindi utilizzeremo questa sezione come un piacevole intramezzo. Piacevole per me perché voi non fate proprio nulla di piacevole in questo momento mentre leggete queste menate, a meno che la vostra ganza non vi stia dando una lucidatina al pipistrello, non vi stia masturbando servendosi del punto L o altre amenità simili. Se invece siete occupati allora mi dispiace avervi disturbato, ma continuerò a farlo perché sono un bastardo.

    Procedure terapeutiche e sperimentazioni in corso
    Attualmente non ci sono terapie efficaci atte ad eliminare il morbo senza eliminare il paziente, visto che secondo il Vaticano non è etico concedere l'eutanasia attraverso metodi completamente indolori, rapidi e puliti come un fucile a canne mozze, una katana e un cinese esperto di arti marziali, nonostante quelli non sappiano proprio niente dell'eutanasia e di come viene somministrata, noi non siamo mica i primi arrivati abbiamo fatto un giuramento e intendiamo rispettarlo. Che poi io l'ho chiesto in giro e nessuno se lo ricorda, è un altro paio di maniche, ma comunque non mi va di parlare di chi è assente perché alla fine un po' tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo rubato l'orologio di quel tizio coinvolto nell'incidente stradale sull'incrocio con la Via Appia, oppure abbiamo ignorato le richieste di aiuto dei vicini a cui andava a fuoco la casa perché c'era la partita dell'Italia in televisione. Ad oggi la cura più utilizzata dai terapisti si compone di un insieme di strategie psicologiche mirate in modo da distrarre il paziente dalla logorrosi mentale e portarlo alla pazzia normale, per poi utilizzare le ordinarie terapie per le comuni psicosi e nevrosi, si avete capito insomma quelle malattie che vi portano a scendere di casa completamente nudi oppure ad andare in spiaggia in smoking:




      • Una sessione di pestaggio accanito da parte dei bulli dell'idroscalo di Napoli
      • Un match di pugilato contro Mike Tyson con durata minima di ogni round di 10 minuti
    Nonostante i fortissimi dubbi da parte della comunità scientifica riguardo i risultati effettivi di questa terapia sperimentale, essa continua a venir praticata nella maggior parte dei casi perché è dannatamente divertente.

    La logorrea come sport


    Nell'antica Atene di Pericle, Sofocle, Temistocle e Bionicle la logorrea è stata elevata a simbolo della conoscenza e della sapienza grazie a una vera e propria scuola filosofica che si sviluppò in quegli anni: la sofistica. I promotori della sofistica erano tutta gente sofisticata, che vestiva radical chic e parlava con la r moscia di film francesi con i sottotitoli in ungherese che nessuno aveva mai visto, nemmeno loro, ma che però si vantavano di aver visto. I sofisti erano famosi per essere pedanti e logorroici, per essere degli abili avvocati e commercianti capaci di venderti una prugna a 150 dracme, utilizzando le loro arti oratorie per manipolare il pensiero degli interlocutori, siano essi acquirenti, venditori, avversari politici, avversari giuridici o semplicemente la moglie per giustificare qualche scappatella. I sofisti si facevano pagare per dare lezioni di chiacchiericco, cosa che li rese alquanto invesi ai loro contemporanei, soprattutto da Socrate (e poi da Platone e Aristotele). Furono loro però che, per vendicarsi di Socrate il ficcanaso, lo fecero processare dalla cittadinanza ateniese. E fu il sofista Licofrone a convincere Socrate a bere la cicuta, convincendolo che si trattava di normale Lemonsoda[7]. Tale e tanta era la perfidia dei sofisti. Per tali motivo essi vennero chiamati offensivamente «prostituti della cultura». In realtà la figura del sofista si pone in questo senso come precursore dell'educatore e dell'insegnante, in quanto guadagnava da vivere vendendo il proprio sapere proprio come quelli che oggi fanno le lezioni private. Ma torniamo a noi, tale a tanto fu il potere dei sofisti nel V secolo a.Ciro che riuscirono ad influenzare il Comitato Olimpico Internazionale in modo da inserire tra gli sport olimpici le seguenti discipline:
    • oratoria: l'arte di declamare oralmente poesie, versi e interrogazioni orali
    • retorica: l'arte di utilizzare figure retoriche e domande retoriche a go-go
    • poetica: l'arte di inventare lì per lì versi in metrica; tale dottrina era poi suddivisa in:
      • giambica
      • esametrica
      • stile libero
    • sofistica: l'arte di fare credere cose non vere all'interlocutore
    • dialettica: mostrare la propria conoscenza dei dialetti attici, beotici, peloponnesiaci e delle altre regioni della Grecia e dell'Asia Minore
    • numismatica: l'arte di fregare i soldi all'interlocutore tramite convincimento
    • balistica: l'arte di raccontare balle galattiche senza farsi scoprire
    • pettegolezzo: l'arte di rivelare segreti che nessuno sa
    • ingiuria a pubblico ufficiale: l'arte di offendere un soldato acheo senza che lo stesso capisca di essere offeso
    Le gare si tenevano due contro due e ogni partecipante doveva dimostrare al pubblico di essere più bravo in una materia rispetto all'avversario. La giuria era composta ovviamente da soli sofisti che di volta in volta facevano vincere i loro amici. Tra le gare storiche ricordiamo la gara di sofistica di Aristippo, che alle Olimpiadi del 450 a.C. fece credere a tutti di essere un alieno, e la gara di numismatica di Callipone, che nel 412 a.C. si fece dare tutti i soldi dal pubblico convincendoli che stesse facendo una raccolta di fondi per il Darfour.

    Le varie discipline furono poi tolte dal CIO quando, con il Medioevo, la parlantina passò di moda e ad essa di preferì la preghiera.

    Dall’edizione del 2008 di Pechino è però entrata a far parte del novero delle discipline paraolimpiche. Questo non perché i praticanti debbano avere a priori degli handicap, ma in quanto al termine della gara, in seguito a che il pubblico (pagante) avrà avuto modo di complimentarsi con i concorrenti, essi dimostreranno sicuramente dei deficit psico-motori.

    Le regole stabilite dal CIO per questo novello sport olimpico sono molto semplici:

    • I concorrenti sono suddivisi in un tabellone a eliminazione diretta;
    • I partecipanti non devono essere balbuzienti (se no è troppo facile);
    • Verrà proposta la medesima affermazione ad entrambi i contendenti, i quali dovranno ripeterla con parole loro cercando di impiegare il maggior tempo possibile, senza alcuna possibilità di interruzione;
    • Non sono ammesse supercazzole e digressioni non attinenti al tema, ma è permesso aprire tutte le parentesi che si vuole, purché coerenti con il discorso, ma non si è obbligati a chiuderle;
    • Sono previsti dei disturbatori che cercheranno di far perdere il filo al concorrente intromettendosi con intercalari come "Sì, però…", "Mi permetto di dissentire…" o con un semplice "Ma…" che l’atleta dovrà immediatamente zittire fornendo innumerevoli altre argomentazioni a favore della propria tesi.
    Il campione olimpico in carica è un ragioniere di Lodi che per dire “Ho una scarpa slacciata” ha impiegato ben 96 ore di discorso ininterrotto. Egli ha citato ad esempio come gli Aztechi sacrificassero un calzolaio agli dei ogni volta che si rompeva un sandalo; come la produzione dei lacci rilanciò l’industria tessile in Inghilterra nella seconda metà dell’ottocento; o come la caduta per scarpa sciolta sia la maggior causa di morte tra i vecchietti ospiti delle case di riposo del Connecticut, riportando statistiche aggiornate alla settimana precedente redatte personalmente da suo cugino, massimo esperto mondiale dell'argomento in quanto una volta c'era morto pure lui.
    Che dire, un vero fuoriclasse!

    Le discipline
    Oratoria
    L'oratoria fonda le sue radici nella Grecia antica, l'abbiamo già abbondantemente detto nevvero, nell'ambito della Sofistica (dal greco Σοφός: saggezza, a sua volta derivato dal protoindoeuropeo *sap- a che a sua volta ha generato il latino sapio e l'italiano sapere. Ma a nessuno importa, immagino), grazie all'intelligenza di Trasimaco di Calcedonia e Gorgia da Leontini. Per Gorgia, retore del V secolo a.C., era importante l'elaborazione pomposità del discorso: la parola, per lui, ha infatti la capacità di far fare alla gente ciò che normalmente non si sognerebbe di fare neanche se minacciati con un pollo con la carrucola in mezzo. In epoca classica si affermarono ad Atene tre grandi politici ed oratori: Lisia, Demostene ed Isocrate.

    Lisia fu un logografo, ossia un retore che scriveva, a pagamento, orazioni giudiziarie, in poche parole un avvocato dell'epoca, sebbene tale professione non esistesse ancora, dato questo mi sembra modestamente e francamente poco utile parlarne; scrisse in dialetto attico nudo e crudo come il pesce di quel piatto esotico quale è il sushi, senza figure retoriche. Sostenne l'importanza dell'etopea, cioè della capacità di vedersi nel carattere del personaggio che difendeva a spada tratta senza se e sanza ma e divenne un modello per gli atticisti.

    L'importanza di Demostene si deve soprattutto per le sue Filippiche (che centrano con le Filippine come i capperi a merenda), orazioni politiche tenute nelle assemblee delle città greche, ma anche nelle piazze dei piccoli paesi, ai lati delle strade pubbliche e private, negli slarghi: all'epoca non contava dove si parlasse in pubblico, volte a convincere i greci di non fidarsi di Filippo II di Macedonia e a cacciarlo dall'Ellade a calci in culo come, a parer suo, meritava.

    Isocrate tenne soprattutto orazioni atte alla dimostrazione delle cose di questo, quello o di nessun mondo, con uno stile armonioso; si trattò dunque di un esponente della cosiddetta oratoria epidittica (dal termine greco epideiktikós, derivato di epideíknymi ossia dimostrare). Era questo il genere di eloquenza tenuto dagli antichi oratori greci nelle cerimonie pubbliche, e anche, e spesso, private, spesso in occasione dei funerali - allegria! -, in cui si rendeva necessario tessere le lodi del defunto, oppure s*****rlo qualora non si fosse comportato in vita in modo onorevole, tipo non avesse restituito dei soldi prestatigli dagli amici, i quali sicuramente al momento del decesso aiuteranno l'oratore nel diffamare il suddetto morto tramite due o tre bestemmie.

    Gli stili maggiori di oratoria che andarono formandosi nell'antica Grecia furono l'atticismo e l'asianesimo. Che poi, non si capisce perché abbiano questi nomi dato che non tutti gli asianisti venissero dall'Asia e viceversa tutti gli atticisti venissero dall'Attica. Anche se è vero che forse i Sofisti ci venissero dall'Asia, ma questo non fa loro automaticamente degli asianisti strictu sensu. Tutto questo ambaradan, salamecco, latinorum o come acciderbolina si vuole chiamare, sarebbe molto più facile a risolversi tenendo a mente un diagramma di Venn. Ma anche no. O anche sì. Dipende se ci vogliamo concentrare su questo punto oppure no, ma non era di questo che stavano parlando. Ad ogni modo, sempre se vi interessa e non vi dispiace, si potrebbe continuare a parlare dell'oratoria anche presso i Romani, cosa che noi faremo!

    Retorica
    « (?)... Finire sui giornali, ma che è utile gente. Vabbè, ora basta che se no faccio della retorica e mi si brucia il risotto. Ti piace il risotto alle erbette? »
    (Personaggio del tanto celebre quanto scarsamente bello in tutti i sensi in cui si può intendere la bellezza, tranne quello sado-masochista dei film trash, "Alex l'ariete" mentre ad una cena ha invitato il protagonista a mangiare il cibo appena citato, che tradisce una produzione o almeno una locazione delle riprese nei pressi di Milano o comunque della Lombardia e limitrofi, stando per pronunciare la fatidica frase "il risotto con le erbette" all'intelligente domanda di chiarimenti del protagonista: "Come ha detto scusi?", a dimostrazione dello scarso QI di entrambi. Battuta, non questa appena citata sopra, ma "Il risotto con le erbette" di un paio di caratteri fa', che rimarrà come meme ad imperitura memoria della stupidità umana nella rete e in particolare negli Youtube Poop italiani. Battuta che comunque parla della retorica ed è quindi, se volete, se vi pare, in tema al tema trattao.)
    L'arte retorica si confa direttamente alla logorrea in quanto di origine più greca e quindi più filosofica (del resto l'arte oratoria è puramente latina, da oro che in latino significa parlare, da cui poi parlantina). Essendo quindi i greci un popolo con più retorica e meno pratici dei latini con la loro arte oratoria, ne possiamo desumere che l'arte retorica è più prolissa in quanto di origine greca. L'arte retorica, a differenza di quella oratoria, serve a convincere le masse a ragirare il pensiero comune, quindi deve necessariamente essere più prolissa e compiere un più lungo giro di parole, allungando i termini da uno, che viene usato normalmente, a cinque o sei, che vengono usati per esprimere lo stesso concetto ma in modo affascinante e retorico. L'arte retorica è fatta anche di pause, sguardi, respiri che la parte inconscia di noi interpreta e da cui viene ammaliata e convinta. Per concludere l'arte retorica è una cagata pazzesca un'arte di recitazione.

    Poetica
    La poetica logorroica si è sviluppata nel '300 allorchè il Cavalcanti smise di cavalcare per mettere al guinzaglio il Guinizzelli. Famosa la sua poesia in metrica endodecimale intitolata "Oh tu grand'uomo che passeggi con passo lieve e marziale lungo le strade che non portano mai a niente, cosa hai portato dal tuo viaggio?". Per reazione alla poesia logorroica si sviluppò a Siena la poesia flash. Il più noto poeta flash fu Oddone Teocoli del Frasco, autore della raccolta "m", dedicata alla sua mamma.

    Sofistica
    La logorrea sofistica, (dal greco sophistés, "sapientino troppo sapiente") sviluppatasi nell'antica Grecia, consiste nel fare continuamente discorsi fini a se stessi senza mai arrivare ad un nonnulla di concreto e nemmeno astratto, ma al solo scopo di dimostrare all'interlocutore di sapere qualcosa ma qualcosa di estremamente inconsistente e inutile, e allo stesso tempo di confonderlo in maniera brutale: non è raro che vi fossero casi di suicidio tra gli interlocutori (che come probabilmente già gli illustri lettori di questa pagina sapranno, consiste nel togliersi volontariamente la vita ed è un passatempo molto diffuso soprattutto nel paese del sol levante) più disperati, tra cui anche Marco Porcio Catone, che comunque non era nemmeno greco e non aveva nulla a che fare con i sofisti, ma come dice un vecchio proverbio "Il lupo perde il pelo ma non il vizio", e nonostante la gente continua a chiedersi ancora oggi quale ***** fosse il vizio del lupo, rimane comunque un mistero in modo in cui possa averlo perso, nonché il legame che ha questo lupo con i sofisti, a proposito di lupi è necessario specificare che il lupo è un felino, proprio come il gatto, la tigre o la lumaca, ma quando è piccolo è detto lupino, e a quel punto si trasforma in una sorta di cereali che per qualche oscuro motivo venivano usati come oggetto di business da parte dei proganisti del celebre libro di Giovanni Verga I malavoglia, libro noiosissimo e incomprensibile perfino all'autore stesso che le prof sadiche obbligano gli studenti a leggere sostenendo che il Verga fosse un giornalista dell'epoca, cosa comunque inverosimile, inverosimile quanto il fatto che in questa sezione non ci sia nemmeno un fottutissimo punto e l'autore è costretto a leggerla senza interruzione e senza fermarsi con conseguente paralisi polmonare o, perché no, cerebrale, tornando al discorso de punto c'è da dire che il punto è un punto, questa si chiama tautologia, che secondo Wikipedia deriva dal greco ταυτολογία, composto di ταὐτό lo stesso — τό lo e αὐτό stesso — e λογία per λόγος discorso) ed è un'affermazione vera per definizione, quindi fondamentalmente priva di valore informativo; ciò ci riporta al discorso che Martin Luther King, detto in itagliano Martin L'utero, da non confondere con Martin Lutero che è stato un personaggio di supercazzola valore morale con scoppolamento a destra, a sinistra e al centro, che ricordano in un certo senso tutte le coalizioni politiche della Repubblica delle banane nonché di tutti gli altri Stati, Stati scritto con la S maiuscola altrimenti diventa di significato ambiguo un po' come Platinette o Clippy, personaggi di grandissima importanza ma che non rientrano comunque nella categoria di "eroi nazionali".

    Dialettica
    La dialettica logorroica si fonda sulla volontà di parlare in dialetto il più a lungo possibile cercando di confutare quello che ha detto il nostro sfidante. Se "A" dice "namuninni", il dialettico logorroico "B" risponderà: "nu vogghiu andari, vogghiu rimaneri ki a guardari i fichidinja che hanno messu li fiuri, fiuri culurati e beddissimi, che mi li ricordu sempre, anche quanno sonu a Milano a trabagliari dintra a pizzeria e mi tocca parlari in napuletanu iu che sognu sicilianu, ma ci avite a pensari? Io fari a pizza, iu, che ho studiato da avvocatu ma non potei trabagliari comu abbocatu, picchè non sacciu parlari l'italianu, che è la lingua che si parli dinta ai Tribunali. Tutto quescto è moltu injustu, eppure questo fu, e come fu e come non fu, io faccio è pizze e nun faccio l'abbogatu. È per quescto motivu che ora non vogghiu andari, ma vogghiu rimaneri a guardari i fichidinja. Io potcrei parlari ancuri tanti ma tu intanti che facissi? Solo tu guardari mi non potesti o potesti?"

    Numistica
    La numistica è lo studio esatto e proliferativo di ciò che genericamente è considerato il lato evidente della materia che tutti considerano. Si tratta di un oggetto di studi estremamente importante poiché attraverso di esso è possibile comprendere il senso di quello che comunemente viene considerato il bisogno principale dell'uomo. La numistica si compone di diverse parti principali, secondarie, terziarie, quaternarie, cinquennarie, sessenarie, settenarie e ottovolante. Le parti principali si suddividono a loro volta in parti principali fondamentali, parti principali non secondarie e parti principali non fondamentali. Le parti secondarie si suddividono in parti secondarie fondamentali, parti secondarie mitiche e parti secondarie a sfondo sessuale. Le parti terziarie si suddividono in parti terziarie calcistiche e parti terziarie calicistiche. Le parti quaternarie si suddividono in parti amene e parti meno amene. La parti cinquennarie si suddividono in parti simpatiche, parti antipatiche e parti per le vacanze. Le parti sessenarie si suddividono in parti sessenarie vere e parti sessenarie clonate. Le parti sessenarie clonate si suddividono in parti sessenarie clonate per ridere e parti sessenarie clonate per piangere. Le parti settenarie si classificano in parti molto belle e parti molto belle però con un difetto, chi lo scopre è bravo. L'ottovolante è la parte finale durante la quale tutti ridono e si tirano i capelli. Anche la logorrea è stata studiata dalla Numistica e specialmente dal numistico più famoso dello scorso secolo, il professore Alcibiade Pastrengo Rotabrigo de Puzzonis. Il prof. de Puzzonis elaborò la famosa "Enciclopedia della logorrea" in quindici volumi di 1800 pagine l'uno. La sua tesi, ripetuta per circa tre milioni di volte nell'ambito dell'Enciclopedia, tende a dimostrare che la Logorrea è una buona cosa e aiuta la digestione e la concentrazione.

    Balistica
    Pettegolezzo
    Politica
    Ingiuria a pubblico ufficiale

    La logorrea è molto diffusa allorquando si deve ingiuriare un P.U., comunemente noto come Pubblico Ufficiale o Pubblico Ufficiale Fannullone (PUF). Ecco ad esempio una tipica ingiuria logorroica rivolta da una napoletana dei quartieri spagnoli contro un pubblico ufficiale milanese abitante a Fuorigrotta ma con dei parenti che vivono a Bisceglie, perché, pur essendo milanese, ha sposato una signora di Bisceglie, che aveva dodici fra fratelli e sorelle, tutti biondi, alti tutti un metro e novanta e amanti delle orecchiette. Ogni volta che vanno a Napoli a trovare la sorella, arrivano tutti insieme e si portano tre, quattro chili di orecchiette che mangiano in allegria, mentre il marito milanese è nel traffico che si fa insultare dalla napoletana dei quartieri spagnoli, la quale nulla sa della vita grama del PU di Milano con moglie di Bisceglie e parenti di Bisceglie e che lavora a Napoli, mentre lui desiderava vivere a Milano con una sciura milanese e fare un lavoro nobile, come chessò l'amministratore di condomini o il bancarottiere. Eppure la vita è beffarda come disse il comandante dei vigili al vigile di Milano e pertanto che tu faccia e che tu dica: "questo è il destino". Non si sfugge. Magari tu potevi scappare. Andare in India. Prendere la Transiberiana e volare in Patagonia con l'ultimo volo prima di una temporanea apocalisse, ma alla fine, a Valparaiso avresti comunque trovato la tua dolce mogliettina di Bisceglie e la napoletana dei quartieri spagnoli che ingiuria contro il PU. E allora perché viaggiare così tanto. Meglio lasciarsi ingiuriare con serenità, sapendo che la tua mogliettina sta mangiando tante buone orecchiette con i suoi dodici fra fratelli e sorelle, alti un metro e novanta, tutti biondi anche se di Bisceglie. E il tuo capo che continua a ripetere che la vita è beffarda, ma tu volevi fare davvero l'amministratore di Condomini"? Questo è buffo perché l'amministratore di condomini non è che sia proprio un bel lavoro e anche lì c'è chi ti ingiuria se non peggio, tipo tirarti una melanzana in fronte, di quelle tonde e dure. Insomma tutto questo si ripete nel mondo al punto che si potrebbe dire a chiusa del paragrafo "nihil sub sole novi". A meno che tu non voglia che io continui e tu tanto hai fatto e tanto hai detto da farmi continuare perché è bello scrivere come una macchinetta senza sapere perché si scrive e soprattutto cosa si scrive, pensando che ci sono tante persone che continuano a leggere quello che sto scrivendo invece di usare meglio il loro tempo, magari guardando domenica in famiglia o l'eredità o techetechetechetè.

    Storia della logorrea
    La storia della logorrea, volendo intendere la stessa sia come capacità di collegare un numero pantagruelico di costrutti verbali in una sequela di proposizioni, sia volendo fare riferimento alla psicopatologia della stessa, indicando con tale termine una situazione in cui della condizione precedentemente descritta ne viene fatto un uso nocivo all'equilibro psicofisico individuale, sia anche tenendo conto del suo impiego in attività ludiche e, più in generale, volte a catturare l'attenzione di un soggetto su un oggetto a lui esterno, provocandogli una sensazione di piacere e appagamento, si perde in quella che si è soliti definire "la notte dei tempi". Questa curiosa locuzione deve il suo appellativo non ad un qualsivoglia legame con un preciso fenomeno atmosferico, nella fattispecie, o specie di fatto, a quell'evento che si verifica con cadenza periodica in un qualsiasi corpo celeste rotante intorno ad un astro o comunque ad una fonte luminosa - difatti, è d'obbligo precisare, le conoscenze astronomiche di cui finora l'umanità è in possesso non sono sufficienti a poter affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che siano le stelle le uniche sorgenti luminose dell'universo; come si è scoperto che nelle primordiali galassie le regole della fisica e dell'ortografia non valgono, grazie alle osservazioni compiute dal telescopio spaziale Hubble proprio nel momento in cui state leggendo questa frase, così potrebbe essere anche per le stelle, dunque, taremo fiuciosi a vedere - ma bensì imperciocché ad una figura retorica detta scrivere parole a caso, in cui ciò che conta non è tanto l'ordine delle parole, ma l'impressione che esse danno sul lettore. Ora, poiché la notte dei tempi non è storicamente contestualizzabile e le fonti risalenti a quell'epoca sono assai scarse, ciò è dovuto principalmente alla totale assenza di luce, è impossibile ipotizzare con certezza quale sia l'origine del fenomeno qui in esame, tuttavia è possibile rifarsi a delle fonti bibliografiche successive per tentare una costruzione storiografica cronologica che quantomeno possa soddisfare i pressanti requisiti che il criterio di enciclopedicità ci impone. Dunque volendo ipotizzare la plausibilità di delineare una storia di questo così importante fenomeno partendo dall'inizio, cioè dalla sua nascita, al periodo più recente, si potrebbe dividere la storia della logorrea in tre macroaree. Ora, tenendo conto che la formula per il calcolo della macroarea di un fenomeno storico è pari, nella formulazione esplicitata da Euclide alla semisomma delle basi per il numero di anni (o altezze storiche), è possibile chiamare queste tre sezioni con qualsiasi nome si voglia, ma poiché chiamarle Marco, Gianna e Lotario ci sembrava inutile, ancorché graficamente elegante, si è preferito ribattezzare le stesse in un modo più accademico. Si parlerà, pertanto, di Periodo Classico della Logorrea, Periodo Moderno della Logorrea e Periodo Contemporaneo della Logorrea. Potremmo utilizzare, per indicare le tre fasi, gli acronimi PClL, PML e PCoL, ma ciò sarebbe contrario allo spirito di questo articolo, e i nostri amici logorroici comincerebbero a guardarci male e a non salutarci più alle feste.

    Periodo Classico della Logorrea
    La logorrea nasce in Arabia Saudita il 15 dicembre 2007 a.C., così come ci viene riportato dall'arabo pazzo Abdul Alhazred, primo e più noto conoscitore della materia. Tra un capitolo e l'altro del suo indiscusso capolavoro, ovvero The Necronomicon Saga: New Moon, Abdul, che stava camminando tranquillo tranquillo nelle pacifiche vie della Città Senza Nome Perché Maledetta Dalle Blasfeme Parole Degli Dei Degli Inferi Che Se La Nomini O Anche Solo Provi A Pensare Il Suo Nome Muori Ma Veramente Eh, provincia della Mecca (da non confondere con la Città Senza Nome Perché maledetta Dalle Blasfeme Parole Degli Dei Degli Inferi Che Se La Nomini O Anche Solo Provi A Pensare Il Suo Nome Muori Ma Veramente Eh, provincia di Torino, nè con Campobasso), ed era intento in un'animata discussione con il demone che coabitava nel suo cervello su quale film si dovesse vedere dopo cena quella sera, con Abdul che propendeva per Million Dollar baby e il demone, notoriamente fan dei musical, per Il re leone. Quasi a metà della sua camminata, ovvero in quel punto del cammino in cui la tratta già percorsa è minore uguale a quella da percorrere, Abdul si imbattè in una donna in stato interessante che chiedeva supplichevolmente di essere aiutata a partorire. Secondo quanto lo stesso Abdul ci tramanda nel suo blog, egli aiutò la donna chiedendo a gran voce che gli venissero portati degli asciugamani e dell'acqua calda. Come difatti ci tramanda la celebre Dottoressa Meredith Grey, autrice del rinomato atlante medico L'Anatomia vista da Grey: Il pene e altri organi che mi interessano particolarmente, quando una donna è in procinto di partorire, specialmente se il parto non avviene in una struttura medica attrezzata, di quelle che volgarmente vengono dette ospedali, sarà sempre necessario chiedere degli asciugamani e dell'acqua calda (o degli asciugamani caldi e dell'acqua, o delle salviette riscaldate e del bloody mary se il parto avviene nel locale Country Club), anche se il più delle volte non si sa che uso farne. Questo tuttavia non fu il problema di Abdul, il quale si vide rifiutare entrambe le richieste dai passanti, soprattutto perché nessuno voleva fargli dono di acqua calda, visto che c'erano più di sessanta gradi centigradi quel pomeriggio (pari a 333,15 Kelvin, 140 gradi Fahrenheit o 48 gradi Réamur, ma anche a 71,7594 iarde). Abdul dovette quindi arrangiarsi con ciò che aveva intorno e, usando la sabbia del deserto come lubrificante, riuscì a far partorire la donna. In seguito la donna chiese al suo salvatore come avrebbe dovuto chiamare il neonato, e Abdul stesso ci riporta quale fu la sua risposta:

    « المملكة العربية السعودية دولة عربية ملكية تقع في شبه الجزيرة العربية وتستأثر بثلاثة أخماس مساحتها، يحدها من الشمال كل من العراق والأردن والكويت، ومن الشرق الإمارات وقطر والبحرين والخليج العربي، ومن الجنوب كل من سلطنة عُمان واليمن.ومن الغرب البحر الأحمر.تميزت شبه الجزيرة العربية بموقعها الأستراتيجي بين ثلاث قارات كبرى وتقع في النصف الشمالي للكرة الأرضية موطنا للعديد من الحضارات، ومهداً للرسالات السماوية. فقد ازدهرت فيها داخل حدود المملكة حضارات ذكر بعضها بالقرآن الكريم مثل مدين، بالإضافة إلى حضارة ثمود في العلا والتي لا تزال آثارها موجودة حتى اليوم في المنطقة المعروفة باسم مدائن صالح، وفي نجران نجد الاخدود الذي تحدث القرآن فيه عن أصحاب الاخدود.وفي هذه الجزيرة التي كانت ممر تجارياً هاماً وطريقاً للقوافل وفيها انتشر الإسلام في قلب الجزيرة العربية وانتشرت منها إلى سائر أرجاء العالم حتى وصلت إلى أفريقيا وآسيا وجزء من أوروبا على مدى عصور ازدهار دولة الخلافة الإسلامية.ومرت مئات من السنين ظهرت فيها دول، وزالت دول، وقام المسلمون بدورهم الحضاري التاريخي، الذي عبرت عليه الحضارة الإنسانية الحديثة من عصورها المظلمة، وانتشر الإسلام في شتى بقاع الأرض. ورغم ابتعاد القيادة الزمنية عن المدينة المنورة وشبه الجزيرة العربية بوجه عام، قد أحدث تأثيرات كان لها دورها فيما وقع بعد ذلك من أحداث فالأراضي المقدسة ظلت مقصداً للحجاج والمعتمرين والزائرين.الربع الخالي حوض واسع منخفض يعد من أكبر الصحاري الرملية المتصلة على الأرض إذ تبلغ مساحته 640 ألف كم² تمتدّ من مرتفعات الحجاز وعسير غربًا وحتى مرتفعات عُمان شرقًا، ومن هضبة نجد شمالاً حتى الحدود مع اليمن جنوبًا. وعلى الرغم من قسوة البيئة الطبيعية في هذه المنطقة وخلوّها من النشاط البشري، إلا أنها تزخر بثروات ضخمة من النفط والغاز الطبيعي والمعادن المشعة والرمال الزجاجية والطاقة الشمسية، وهي لم تعد خالية كما يوحي اسمها بذلك، إذ تنتشر فيها مراكز ومحطات شركة النفط الوطنية وتجوب الطائرات والسيارات سماءها وأرضها منقبة عن مدخراتها المعدنية. »

    Cioè:

    « Non ne ho la più pallida idea. »
    La madre allora le impose il nome di Logorrea, perché era quello di sua nonna.

    La datazione tuttavia è controversa. Lo storico latino Sallustio, in particolare, fa risalire la nascita della logorrea a duemila anni fa e la colloca in terra di Giudea. Tuttavia analisi storiche effettuiate in secoli successivi, ta le quali vale la pena di menzionare il Dissertatio about Sallustio dell'abate finlandese Sigfied Van Skaarsgaard, il dialogo galileiano Dialogo sui sistemi mediocri, sequel di un suo bestseller, inspiegabilmente meno famoso del precedente, Scusa, ma ti chiamo logorrea, di un anonimo italiano che, si dice, sia stato contemporaneo a Dante Alighieri e, in maniera maggiore, l'opera omnia del grande archeologo Indiana Jones, contestano aspramente la collocazione che Sallustio fa della nascita del fenomeno. Viene criticata in particolare l'anacronia della narrazione sallustiana, e si scorgono parecchie imprecisioni nella trattazione descrittiva delle dinamiche sociali della Samaria del I secolo, senza contare che il racconto termina con "nato in una mangiatoia". In sostanza, stanti le fonti attuali, non è possibile stabilire con inappuntabile certezza, quando sia avvenuta la nascita della logorrea.

    Periodo Moderno della Logorrea

    La logorrea in linguistica
    Il rapporto tra la logorrea e la linguistica è piuttosto recente, fatto che purtroppo ci impedisce di introdurre la materia con cenni storici e simpatici aneddoti a metà tra il triviale e l'inutile. A prescindere da ciò, non si può non iniziare un discorso su questo tema parlando del primo luminare che si occupò dello studio della logorrea dal punto di vista della linguistica e che, contemporaneamente, fu il padre fondatore della materia; un individuo il cui nome è tutt'oggi uno dei peggiori incubi di tutti gli studenti di materie umanistiche, specialmente dopo la riforma scolastica di De Mauro, redattore di dizionari e Ministro della pubblica istruzione nel secondo governo Amato. La simpatica controfigura di Yoda, difatti, per trovare posti di lavoro per tutti i suoi colleghi, amici, amici di colleghi, colleghi di amici, assistenti, assistenti di assistenti ed allacciatori di scarpe prezzolati, decise di costringere qualunque facoltà ad avere almeno tre esami di linguistica e/o glottologia, anche quelle che facevano parte del gruppo di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali ed Ingegneria. Lo studioso di cui stiamo parlando è una delle più geniali menti mai nate e vissute in quel di di Ginevra, cosa che lo rende uno Svizzero, anche se stranamente non ha niente a che fare con formaggio, col cioccolato, con le banche banche e nemmeno con gli orologi a cucù: Ferdinand de Saussure. Lo studoso, nella terza pagina del secondo capitolo del suo libro "Logologia, Glottologia e Lip Gloss", edizione Einaudi dell'8 agosto del 1869, anno non bisestile, constatò che il termine "logorrea" corrisponde ad una variante peggiorativa della prolissità, le cui caratteristiche principali della sarebbero l'estrema diluizione del messaggio, così rarefatto da far impallidire persino la concentrazione del cosiddetto principio attivo all'interno delle medicine omeopatiche, ed in questo caso si parla di concentrazioni così infinitesimali che quasi il principio sparisce del tutto, un po' come se nascondeste un bicchiere di vino all'interno del fiume Gange, metafora cara a tutti gli indiani di fede Hindu e, in misura minore, a quelli di fede Musulmana, in quanto il messaggio viene diluito in un discorso esteso fino all'eccesso con contenuti accessori o totalmente incoerenti nei confronti del messaggio stesso (come incidentali introdotte da parentesi che parlano di tutt'altro, un caso molto frequente nella nostra illustre enciclopedia e spesso causato dal contributo di utenti anonimi, che pur di dire la loro in tempi brevi ignorano la continuità del discorso ed inseriscono parentesi come se fossero addobbi e l'articolo fosse il loro albero di Natale) e la quasi totale sovrapposizione del significante sul significato, letteralmente soffocato dal mezzo che dovrebbe invece condurre. Gli studi sulla funzione linguistica della logorrea furono proseguiti dal russo Roman Jakobson (Роман Осипович Якобсон) nel saggio "Logorrea e dismenorrea", edizione Mondadori, secondo il quale tale mezzo d'esrpessione è utilizzato con la finalità dell'astrazione del linguaggio; attraverso l'utilizzo di una terminologia estremamente complessa, la maggior parte dei casi si ottengono delle frasi in apparenza del tutto prive di senso. Questa posizione sarà ripresa in tempi moderni dal celebre glottoteta italiano Ugo Tognazzi, all'interno del suo saggio "Posterdati", in cui l'autore analizza come la gonorrea, in caso di antani come se fosse due, porta il discorso ad un ampliamento con scappellamento a destra e trasforma il messaggio in brematura dovuta a tarapia tapioco.
     
    Ultima modifica: 31 Ago 2019
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  2. eta beta

    eta beta Pnaftalin Balls

    Categoria Atleta:
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    Squadra:
    TT Ossola 2000 Domodossola
    Domani finisco di leggerlo.. ;)
     
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  3. Trilly

    Trilly Utente Attivo

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    Non ho letto tutto ma vista la lunghezza mi auguro che sia stato fatto un copia incolla e me lo auguro non per me ma per la tua integrità mentale :LOL: se così non fosse si raccomanda terapia tapioco:metal:
     
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  4. John Locke QDL

    John Locke QDL Fondatore Gruppo Rinco

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    Il domani è il domani, che diventa oggi il giorno dopo, ma allora non sarebbe più domani. Perciò il domani è un giorno che non verrà mai.
     
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  5. politiz29

    politiz29 attaccante... nà volta!

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    Tiziano Poli
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    :rotfl::rotfl::rotfl: questo passaggio mi ha fatto saltare in aria dal ridere
     
  6. John Locke QDL

    John Locke QDL Fondatore Gruppo Rinco

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    Ma vuoi dirmi che l'hai letto fino li? :eek::eek::eek::eek::eek::eek:
     
  7. papino

    papino Utente

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    Non sono riuscito a leggere tutto ma mi sono divertito molto sulla definizione "diarrea verbale", termine che sicuramente riuscirò ad utilizzare per qualcuno in riunione in ufficio.

    Devo dire però che questo post mi ha dati modo di capire meglio quest'altro

    Tu hai dei problemi? Sì. Tu giochi a ping pong? Sì.

    Con simpatia...
     
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  8. John Locke QDL

    John Locke QDL Fondatore Gruppo Rinco

    Categoria Atleta:
    Non Tesserato
    :D:D:D

    Ma io non gioco a ping pong :approved:
     
  9. enzopacileo

    enzopacileo Utente Noto

    Nome e Cognome:
    vincenzo
    Categoria Atleta:
    Fuori Quadro
    Chi sono....chi siamo....dove siamo....sono svenuto al terzo rigo di diarrea ehm di logorrea....
     
  10. John Locke QDL

    John Locke QDL Fondatore Gruppo Rinco

    Categoria Atleta:
    Non Tesserato
    Ti spiego? :meschino::meschino::meschino::meschino:
     
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  11. Yoko Poko

    Yoko Poko Utente Attivo

    Nome e Cognome:
    Carmelo Signorello
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    ASD BELPASSO TENNISTAVOLO
    Non l'ho letto, ... ma mi piace ☺
     
  12. John Locke QDL

    John Locke QDL Fondatore Gruppo Rinco

    Categoria Atleta:
    Non Tesserato
    Voi conoscete qualcuno che ne è affettato?
     
  13. enzopacileo

    enzopacileo Utente Noto

    Nome e Cognome:
    vincenzo
    Categoria Atleta:
    Fuori Quadro
    Si, yes, oui, ja,

    shì
     
  14. iTzGuG

    iTzGuG Utente Attivo

    Nome e Cognome:
    Guglielmo Di Grazia
    Qualifica Tecnico:
    Nessuna Qualifica
    Categoria Atleta:
    6a Cat.
    Ti prego, dimmi che hai fatto copia e incolla e che non l'hai scritto tutto a mano
     
    A John Locke QDL e andras piace questo messaggio.
  15. John Locke QDL

    John Locke QDL Fondatore Gruppo Rinco

    Categoria Atleta:
    Non Tesserato
    Ti prego, dimmi che non l'hai letto tutto :rotfl::rotfl::rotfl::approved:
     
    A iTzGuG e eta beta piace questo messaggio.
  16. ggreco

    ggreco Arrotatore di dritto, picchiatore di rovescio.

    Nome e Cognome:
    Giovanni Greco
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    CUS Torino
    Pietà... neanche Brick Heck di The Middle arriva a queste vette di sadismo!
     
    A John Locke QDL e enzopacileo piace questo messaggio.
  17. politiz29

    politiz29 attaccante... nà volta!

    Nome e Cognome:
    Tiziano Poli
    Categoria Atleta:
    Non Tesserato
    certo che no... piuttosto mi riguardo per la 6 volta tutta la serie LOST :p
     
  18. John Locke QDL

    John Locke QDL Fondatore Gruppo Rinco

    Categoria Atleta:
    Non Tesserato
    Breaking Bad l'hai visto vero?
    [​IMG]
     
  19. enzopacileo

    enzopacileo Utente Noto

    Nome e Cognome:
    vincenzo
    Categoria Atleta:
    Fuori Quadro
    Io ultimamente mi sogno continuamente "Amici miei":LOL::LOL::banana::specchio:
     
  20. John Locke QDL

    John Locke QDL Fondatore Gruppo Rinco

    Categoria Atleta:
    Non Tesserato
     
    A eta beta e enzopacileo piace questo messaggio.
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