1. Benvenuto/a sul forum di Tennis-Tavolo.com! Iscriviti è GRATUITO!
    Iscrivendoti con il pulsante qui a destra potrai partecipare attivamente nelle discussioni, pubblicare video e foto, accedere al mercatino e conoscere tanti amici che condividono la tua passione per il TennisTavolo. Cosa aspetti? L'iscrizione è gratuita! Sei già registrato/a e non ricordi la password? Clicca QUI.
  2. Clicca QUI per risparmiate sugli acquisti con le offerte di Amazon.it

CAMPIONI DIMENTICATI: UN TOMAHAWK FRAGILE

Discussione in 'Chiacchiere sul Tennis Tavolo' iniziata da takashikon, 17 Feb 2021.

  1. takashikon

    takashikon Utente Noto

    Nome e Cognome:
    Fabio Colombo
    Categoria Atleta:
    4a Cat.
    Squadra:
    TT Varese/TT Lugano
    81U0vur+CEL._AC_SL1500_.jpg

    Oggi farò “concorrenza” a Paolo Bargagli e vi racconterò la storia di Li Jingguang, forse più conosciuto come Li Ching Kuang per il modo in cui il suo nome veniva scritto secondo la vecchia grafia.

    Ricordo che a causa di un particolare periodo della sua storia la Cina non prese parte ai campionati del mondo del 1967 e del 1969. Quel periodo coincise con quello di massima forma di Li Jingguang, che era considerato l’erede di Zhuang Zedong e di Li Furong.

    Jingguang nacque a Tangshan nella provincia dello Hebei nel 1947. Muscoloso ed imponente attaccante mancino, era soprannominato “Tomahawk”, un po’ per il suo taglio di capelli in stile “Mohicano” ed anche per i suoi movimenti un po’ legnosi che ricordavano un totem (anche se si racconta che ai mondiali di Nagoya, in un tea party organizzato dai cinesi al termine delle gare, quando si esibì in una canzone le sue movenze erano decisamente più sciolte). Giocava a penna, con una gomma puntinata (corta, le puntinate lunghe non erano ancora in uso); bloccava con il rovescio ed attaccava con il diritto.

    Toccò le vette più alte della sua carriera in occasione dei mondiali del 1971 e del 1973. A Nagoya nella finale a squadre contro il Giappone vinse tutti e tre i suoi incontri, battendo Hasegawa, Itoh e Kohno. In particolare sconfisse il campione del mondo di singolare del 1969, Shigeo Itoh, con l’incredibile punteggio di 21:3, 21:6! Grazie ai suoi punti la Cina ottenne la medaglia d’oro detronizzando i giapponesi. Con questa performance venne incluso tra i favoriti del singolare e da alcuni soprannominato “Li King-Pong”. Nella gara individuale conduceva per 2:0 sullo svedese Stellan Bengtsson. Ichiro Ogimura, che preferiva la vittoria di Bengtsson in quanto Li dopo la gara a squadre era considerato uno spauracchio per i nipponici, diede a Stellan dei consigli permettendo al piccolo svedese di capovolgere il risultato imponendosi per 3:1. Infatti Bengtsson rallentò gli scambi rendendo il gioco del cinese meno efficace. Sfortunatamente per lui lo svedesino successivamente eliminò tra gli altri i nipponici Hasegawa ed Itoh prima di laurearsi campione del mondo.

    Dopo quella gara Li occupò il quarto posto delle classifiche mondiali, posizione che mantenne anche l’anno successivo.

    A Sarajevo fu protagonista, nel girone finale della gara a squadre, nell’incontro che vedeva la Cina opposta al Giappone. Quel duello che si svolse nella notte tra l’8 ed il 9 aprile 1973 è passato agli annali del tennistavolo come uno dei più spettacolari nella storia dei campionati del mondo. Un duello tanto equilibrato da protrarsi per cinque ore dinanzi agli spalti gremiti del palasport Skenderija.

    Dopo aver superato Nobuhiko Hasegawa per 3:1, fu protagonista, sul punteggio di 4:4, di un epico duello con il difensore nipponico Norio Takashima svoltosi dopo la mezzanotte. L’erede di Bergmann e Schoeler (per citare due difensori leggendari…) si mise a choppare gli attacchi di Li aggiudicandosi il primo set. Nel secondo Takashima conduceva per 17:14 e poi per 18:16; gli mancavano solo tre punti per aggiudicarsi il match e garantire la vittoria alla sua squadra. Li non si arrese, le sue schiacciate diventarono terrificanti ed il conto dei set divenne 1:1. A chi avrebbe sorriso la vittoria nella frazione decisiva? Dopo un inizio traballante il cinese, grazie ad un Takashima che si ostinava a voler attaccare, si portò su un rassicurante 20:14. Con una calma olimpica il giapponese ridusse lo svantaggio a 20:18. Nel frattempo era scattata la regola del tempo limite. Dopo il suo servizio Jingguang non riuscì a bucare la difesa del giapponese: 20:19! Ora toccava a Takashima servire. Lo scaltro Li giocò costantemente sul rovescio del nipponico per evitare il suo potente drive di diritto. Il giapponese, costretto a forzare il punto per la regola del tempo limite, alla fine rischiò, spostandosi a sinistra per tirare una bomba di diritto ma subito dopo cadde a terra sullo slancio. Il caso volle che la racchetta del cinese si trovasse sulla traiettoria della palla che lentamente ritornò dall’altra parte del campo… Takashima, ancora a terra, vide così la fine delle speranze sue e del Giappone.

    La classifica finale, calcolata sulla differenza tra vittorie e sconfitte individuali essendo Svezia e Cina a pari punti, vide il trionfo degli europei ed il secondo posto degli asiatici.

    Il bilancio di Li nella gara a squadre fu di 10 vittorie contro 4 sconfitte (Bengtsson, Tasaka, Strokatov e Sarkhajan). Nel singolare venne a sorpresa sconfitto per 3:1 dal cecoslovacco Milan Orlowski.

    Li fu due volte campione nazionale di doppio: nel 1966 con Zhuang Zedong e nel 1972 con Diao Wenyuan.

    Una sconfitta insignificante in un incontro amichevole durante una tournée all’estero per propagandare la diplomazia del ping pong lo mandò in crisi; Li soffriva di schizofrenia ed allora non vi erano cure efficaci per quella patologia. Jingguang non era in grado di badare a se stesso; non era sposato e non aveva figli. Potendo contare solo sull’aiuto di una sorella trascorse una vita miserabile. Un mattino di giugno del 2000, poco dopo che la sorella era uscita per fare la spesa, Li precipitò dal sesto piano schiantandosi su una automobile sottostante. Morì 20 minuti più tardi.
     
    A Jarod64, genioboy, Milocco Ettore e 2 altri utenti piace questo messaggio.
  2. Max

    Max Utente Noto

    Squadra:
    TT Aquile Azzurre - Milano
    Grazie, è sempre piacevole e utile per i "vecchietti" come me ampliare la propria cultura pongistica grazie a storie ben raccontate come questa.

    A proposito di partite lunghe mi viene in mente Corea del Sud vs Giappone ai mondiali di Dortmund del 1989, dove nel primo match dell'incontro, sullo 0-0, si incontrano i due difensori, Li Gun Sang e Matsushita: 1 ora di partita. Non sono mai riuscito a trovarla in rete, sai dove potrei reperirla?
     
  3. Milocco Ettore

    Milocco Ettore Utente Noto

    Nome e Cognome:
    Ettore Milocco
    Categoria Atleta:
    5a Cat.
    Squadra:
    TT FIUMICELO
    Il piacere di stare a guardare...
    Lì Gun Sang e Matsuhita:1 ora di partita.Fa anche rima.Ma come,non ti sei già abbastanza annoiato,chiuso in casa con i "Lockdown" in atto?:)
    ettore
     

Condividi questa Pagina